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domenica, 14 settembre 2008

FINI IL TRADITORE

UGO VENTURINI (MSI - Genova 18.04.70, colpito alla testa da un sasso lanciato dai COMUNISTI durante un comizio di Almirante)

CARLO FALVELLA (F.d.G. - Salerno 07.07.72, ucciso a coltellate sotto casa da un ANARCHICO e due militanti dell’ULTRASINISTRA)

STEFANO E VIRGILIO MATTEI (MSI - Roma 16.04.73, morti nel rogo della loro casa, quartiere Primavalle, appiccato da COMUNISTI appartenenti a “POTERE OPERAIO”)

GIUSEPPE SANTOSTEFANO (CISNAL - Reggio Calabria 31.07.73 aggredito da militanti COMUNISTI durante un comizio del PCI)

MANUELE ZILLI (F.d.G. - Pavia 03.11.73, morto in seguito alle percosse ricevute sul capo in una aggressione COMUNISTA di qualche giorno prima)

GIUSEPPE MAZZOLA, GRAZIANO GIRALUCCI (MSI - Padova 17.06.74 uccisi durante un’incursione delle “BRIGATE ROSSE” nella federazione del MSI di Padova)

MIKIS MANTAKAS (FUAN - Roma 28.02.75 ucciso a colpi d’arma da fuoco durante un assalto COMUNISTA alla sede MSI di Via Ottaviano - Prati)

SERGIO RAMELLI (F.d.G. - Milano 29.04.75 ucciso a sprangate e colpi di chiave inglese sotto casa da 10 COMUNISTI di “AVANGUARDIA OPERAIA”)

MARIO ZICCHIERI (F.d.G. - Roma 29.10.75 ucciso a colpi di arma da fuoco, sparati da un’auto di passaggio, da un COMMANDO COMUNISTA di fronte alla sezione MSI del quartiere Prenestino)

ENRICO PEDENOVI (MSI - Milano 29.04.76 ucciso un anno dopo Ramelli da militanti COMUNISTI aspiranti ad entrare in “PRIMA LINEA” con colpi d’arma da fuoco sotto casa alle 7 del mattino)

ANGELO PISTOLESI (MSI - Roma 28.12.77 ucciso sotto casa dopo averlo fatto scendere con una scusa, con colpi d’arma da fuoco dal gruppo COMUNISTA “NUOVI PARTIGIANI”)

ROBERTO CRESCENZIO (simpatizzante - Torino 01.10.77 ucciso nel rogo appiccato dai COMUNISTI al Bar “Angelo Azzurro”)

FRANCO BIGONZETTI, FRANCESCO CIAVATTA (F.d.G. - Roma 07.01.78 uccisi da un commando COMUNISTA, con colpi di mitraglietta dinanzi alla sede MSI di Acca Larentia)

STEFANO RECCHIONI (F.d.G. - Roma 07.01.78 ucciso dopo poche ore gli omicidi Bigonzetti - Ciavatta, dal capitano dei Carabinieri Edoardo Sivori, dinanzi ad Acca Larentia, durante gli scontri con le forze di Polizia)

ALBERTO GIAQUINTO (FUAN - Roma 10.01.79 ucciso durante i disordini durante la commemorazione di Acca Larentia da un proiettile, che lo colpisce alla testa, esploso a distanza ravvicinata dall’agente in borghese Alessio Speranza)

STEFANO CECCHETTI (F.d.G. - Roma 10.01.79 ucciso poche ore dopo Giaquinto, di fronte ad un bar dei giovani di destra da colpi d’arma da fuoco sparati da un auto in corsa. L’agguato è rivendicato da “COMPAGNI ORGANIZZATI PER IL COMUNISMO”)

FRANCESCO CECCHIN (F.d.G. - Roma 29.05.79 atteso da un commando COMUNISTA, uno iscritto al PCI, sotto casa, viene aggredito e colpito duramente al capo. Il corpo viene poi afferrato e scagliato in un cortile del garage con un volo di 5 metri)

ANGELO MANCIA (MSI - Roma 12.03.80 ucciso sotto casa da due ASSASSINI COMUNISTI di “COMPAGNI ORGANIZZATI IN VOLANTE ROSSA” con due colpi di pistola alla schiena e un colpo di grazia alla nuca; era dipendente del “Secolo d’Italia” e segretario della sezione Talenti)

MARTINO TRAVERSA (simpatizzante - Bari 12.03.80 ucciso a colpi di arma da fuoco dai COMUNISTI mentre registrava canzoni in una emittente privata)

PAOLO DI NELLA (F.d.G. - Roma 02.02.83 ucciso con un colpo di spranga da un gruppo di COMUNISTI mentre al quartiere Trieste stava affiggendo manifesti sul verde pubblico. Morirà dopo 7 giorni di coma)

PRESENTI!

Prendiamo atto di avere trovato in An e in Fini i nostri peggiori nemici. Su questo non avevamo dubbi, perché il traditore, spinto dalla propria vergogna, finisce per odiare colui che è rimasto puro nell’animo.
Ma la forza della verità e dell’onore sono dalla nostra parte e ci aiuteranno a seppellire nella vergogna questi vigliacchi traditori.

E così l’on. Fini ha compiuto il suo cammino che lo doveva portare da nostalgico di un tempo che fu fino ad aggiungersi alla schiera dei predicatori dell’antifascismo. Va bene, sono affari suoi, ma sono affari logici ? Cosa vuol dire oggi antifascismo ? Vuol forse dire ripudio della forma di governo dittatoriale ? D’accordo ! Vuol dire evidenziare la componente violenta che alcuni hanno utilizzato per imporre le proprie idee ? D’accordo ! Vuol dire riconoscere che avventurarsi in guerre di conquista coloniale o per aggiungere il proprio nome a quello degli sperati vincitori è stato un grossolano errore, al meglio ? D’accordo ! Vuol dire discriminare in funzione della razza, religione, credo politico, colore della pelle è un’infamia ? D’accordo !

Se parla per esperienza diretta, non può sapere niente essendo nato molti anni dopo il fascismo, se parla per valutazione storica allora bisogna criticare parimenti tanti altri fatti storici, per esempio il bonapartismo del Napoleone Imperatore. Oppure l’Italia risorgimentale che in quattro guerre conquistò terre di altri stati per annettersele. Oppure l’Unione Sovietica che inviava proprie truppe nella DDR od in Ungheria o Cecoslovacchia per reprimere i moti di alcune fazioni che volevano vivere secondo sistemi diversi. O l’Inghilterra ieri e gli USA oggi che esportano la democrazia con i cannoni. Oppure la rivoluzione francese, le signorie rinascimentali, lo stesso stato del Vaticano.

Fascismo vuol forse dire le prime conquiste sociali dei lavoratori ed anche un sistema previdenziale per assistere madri ed infanti ? Ma allora bisogna criticare anche i regimi comunisti dell’est europeo che garantivano ai cittadini vacanze pagate ed assistenza sanitaria continua. Perché se si valuta la qualità di una cosa, è certo che i livelli erano piuttosto bassi ma se si guarda all’impianto sociale dovremmo dire che i due regimi, ambedue dittatoriali, avevano nel loro sistema uno spirito innovativo che la società capitalistica non sempre provvede e certamente quando lo fa si fa pagare bene. Fascismo vuol forse dire bonifiche di paludi ed infrastrutture ? Ma allora bisogna criticare gli etruschi, i romani, i granduchi di Toscana per finire all’IRI di prima e dopo la guerra. Fascismo vuol forse dire, case, strade, scuole, ferrovie, cioè quello che ogni buon governo fa o dovrebbe fare ? Fascismo vuol dire aver parteggiato per il regime perdente ? Ma allora i cittadini dell’ex URSS cosa dovrebbero fare ?

Ne consegue che dirsi antifascisti in toto sarebbe come dire di essere anticapitalisti o anticomunisti o antiliberali, sempre in toto. Ma non c’è niente nel mondo che sia assoluto e quindi ogni forma di governo, presente o passata, ha avuto aspetti negativi ed aspetti positivi. L’on. Fini crede così di accattivarsi l’attenzione di fasce d’elettorato che prima non ne volevano ascoltare neppure il nome. Si convinca, lasci perdere la condanna iconoclasta e scenda a più miti consigli. Critichi giustamente dittature ed orrende leggi razziali, condanni l’imposizione assolutistica da chiunque perpetrata, magari facendo prima un esame di coscienza visto che nel suo partito i colonnelli o dicono sissignore oppure diventano caporali. Ma insieme all’istrionismo per la carriera cerchi anche di studiare un po’ di storia così imparerà che accanto ad ogni male c’è sempre un po’ di bene e viceversa e che l’unico anti valido potrebbe essere quello dell’anti istrioneria per scopi solo di … fini.

FINI: BUONTEMPO, CHIARO PERCHE’ E’ NATA LA DESTRA
“Ora non ci sono più alibi per nessuno. Le parole dell’onorevole Gianfranco Fini sono state così chiare che dovrebbero mettere fine ai due linguaggi, uno di coerenza ideale rivolto ai militanti e uno furbesco e ondivago, tra il dire e il non dire, rivolto al mondo politico esterno, linguaggi utilizzati dal 1994 in poi da gran parte dei dirigenti di An. Ora dovrebbe essere più evidente per tutti del perché abbiamo dato vita al nuovo partito La Destra, difendendone la libertà, l’identità e l’autonomia con costi personali e politici”. Lo afferma Teodoro Buontempo, presidente de La Destra.
“Lo spartiacque - prosegue Buontempo - è preciso, secondo le affermazioni di Fini: ogni tipo di aberrazione storica è attribuita al fascismo e ogni anelito di libertà, di giustizia sociale e di pluralismo politico è attribuito all’antifascismo. Pertanto, anche i crimini compiuti in nome dell’antifascismo sono giustificati, in quanto, secondo la logica del ragionamento fatto dal presidente della Camera, furono una necessità per chi combatteva ‘nella parte giusta’ contro i fascisti che, invece, combattevano ‘per la parte sbagliata’ e rappresentavano dittatura e sopraffazione”.
“Per chiudere il ciclo di chi nel 1992, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, dichiarava che “il fascismo era il seme della storia” - sottolinea il presidente de La Destra - manca solo l’ultima fase che potrebbe essere rappresentata dal passaggio all’antifascismo militante. Fu proprio nel nome dell’antifascismo militante, infatti, che furono giustificati negli anni settanta gli omicidi dei giovani militanti del Movimento Sociale Italiano, perché identificati come portatori di idee illiberali. Chi si aspetta - conclude - che tutti coloro che hanno fatto le proprie fortune politiche e personali con oltre 50 anni di neofascismo possano reagire resteranno fortemente delusi. E anche per questo motivo è nata La Destra”.

                                                                                                                                                                                   


postato da: marzullo alle ore 13:57 | link | commenti
categorie: fini il traditore
sabato, 14 giugno 2008

1° assemblea nazionale di “Gioventù Italiana”

Nuova immagine

BUONTEMPO:

UNA NUOVA STAGIONE POLITICA PER “ GIOVENTU’ ITALIANA”

MANNA ROBERTO

PORTAVOCE PROVINCIALE GIOVENTU' ITALIANA SALERNO

www.ladestracampagnese.org

http://www.ladestrasalernitana.splinder.com

http://ladestrasalerno.badoo.com

robertomanna1@virgilio.it

 

L’organizzazione dei giovani de “La Destra” ha lo stesso valore dell’aria che si respira per l’uomo.
Come organizzare “Gioventù italiana”; quale statuto, quale livello di autonomie e quale indirizzo per le sue battaglie, devono essere decisi dai giovani insieme alla classe dirigente che ha promosso il Movimento Giovanile.
Tutti siamo impegnati per dare il massimo della pubblicità all’iniziativa e nel assicurare una vastissima partecipazione.
Le adesioni ed ogni altra proposta politica ed organizzativa devono essere comunicate alla coordinatrice della 1° assemblea nazionale di “Gioventù Italiana” Claudia Pagliariccio ai seguenti recapiti 328-5863354 claudiapagliariccio@yahoo.it.
I portavoce regionali e provinciali de “La Destra” si devono ritenere impegnati per assicurare una rappresentanza giovanile della propria struttura territoriale.


postato da: marzullo alle ore 13:44 | link | commenti (3)
categorie: ladestra-gioventuitaliana
martedì, 10 giugno 2008

CARO COMPAGNO...ESAME DI COSCIENZA DI UN PARTIGIANO..!!!

 

Caro Compagno,

 

Io non ho vissuto l’epoca della guerra,  mi sono formato le mie opinioni politiche sui libri, come molti di quelli che mi leggeranno, e sulla dura realtà vissuta tutti i giorni sulla mia pelle. Ma a differenza di tanti di Voi, cari compagni, non mi sono fermato al primo libro letto, né mi sono lasciato convincere dalle lusinghe di qualche anziano apparentemente ben informato ed interessato a formare la mia opinione.

Ho sempre rifiutato il ruolo di “carne da cannone” che molti mascalzoni della sinistra (ma anche a destra non mancano analoghi esempi) riservano ai giovani, cercando di capire da solo se quanto mi raccontavano era la verità, oppure era un modo per “caricarmi” ed utilizzarmi per i loro scopi.  Tu, invece, caro compagno, che cosa hai fatto in tutti questi anni? Quante baggianate hai bevuto, quante persone hai discriminato o addirittura aggredito perché ti avevano insegnato che “uccidere un Fascista non era reato”?  Ti hanno sempre detto che i Fascisti hanno preso il potere con la violenza, uccidendo centinaia di pacifici uomini del popolo, ma non ti hanno mai parlato del “biennio rosso”, vero? Non ti hanno detto che subito dopo la rivoluzione leninista del 1917 in Italia scoppiarono tafferugli e scontri, voluti proprio dai “rossi” che aspiravano a fare diventare la nostra amata Patria un Soviet sul modello dell’URSS, con le tragiche conseguenze sotto gli occhi di tutti… E non ti hanno detto che in questo periodo, dal 1919 al 1922, i rossi trucidarono più di 850 persone in nome della loro tentata rivoluzione, la maggior parte delle quali simpatizzanti per il neonato Fascismo! Così come non ti hanno detto che il numero dei caduti per mano dei rossi superò i duemila, se si considera anche l’anno 1918, ovvero quando il Fascismo non era ancora nato.

Così come ti hanno raccontato che le squadre Fasciste furono il braccio armato della borghesia e del padronato, senza però mai spiegarti come mai il Fascismo, nei suoi primi anni di Governo, legiferò soltanto a favore della classe lavoratrice e dei meno abbienti in genere, dando al popolo italiano pensioni, cassa integrazione, assistenza agli invalidi, sanità e scuole gratuite, colonie estive per i figli dei meno abbienti… Lo sai, caro compagno, che il lavoratore Fascista fu il primo al mondo a beneficiare della riduzione della settimana lavorativa a 40 ore, mentre in tutti gli altri Paesi, soprattutto nelle cosiddette “democrazie”, i lavoratori avevano un orario di 48 ore settimanali?

Già… Però mancava la libertà! Almeno così ti hanno insegnato… C’erano i Tribunali Speciali, le condanne a morte, mancava la libertà di pensiero… Però nessuno ti ha mai fatto vedere le nude cifre: venti anni di “dittatura” portarono a “ben” 42 condanne a morte, di cui solo 31 eseguite… E per reati di terrorismo e di sangue compiuti da individui di etnia slava, che comportarono morti e feriti fra la popolazione!  Quei “cari” compagni che ti hanno istruito, ti hanno mai detto quante condanne a morte ci furono in 20 anni nell’URSS di Lenin e poi di Stalin? Eppure da Stalin prendevano ordini, e si batterono per fare entrare l’Italia nell’orbita dell’ex URSS… Vuoi un solo dato, tanto per fare un raffronto? Nei dieci giorni che seguirono il 25 aprile 1945, nella sola zona di Torino, corsero alcune voci che quantificavano in 8000 (ottomila) i “fascisti e presunti tali” trucidati dalle orde partigiane… La Prefettura di Torino (Prefettura in mano ai partigiani, naturalmente) emise un comunicato ufficiale per smentire e sminuire queste cifre: i trucidati non erano 8000 ma “soltanto” duemila! In dieci giorni… E nella sola zona di Torino! Anche a volere credere alle cifre “partigiane”, fanno pur sempre 200 uccisioni al giorno, vero compagno? Per non parlare delle altre zone ancora più cruente, con il famigerato “triangolo rosso” dell’Emilia Romagna… Come dici compagno? Stai obiettando che i dissidenti venivano condannati al confino? Sì, certo, nessuno lo ha mai negato… Chi tramava contro il Fascismo veniva spesso condannato al confino, in località tipo Ponza, Ventotene, Ustica, Ventimiglia… Tutte località ancora oggi note per il loro clima mite e per le bellezze naturali… Non come la Siberia o i Gulag di “papà” Stalin, o le foibe dell’altro vostro illustre alleato, il Maresciallo Tito…!

Non per altro, quando i tuoi compagni riesumano la fola della violenza Fascista e delle uccisioni, si devono ridurre a citare il caso Matteotti… Ma anche qui, come sempre, non te la raccontano giusta, caro compagno. Ormai chiunque si sia preso la briga di leggere qualche libro sa che Giacomo Matteotti fu rapito ed ucciso perché aveva scoperto una rete affaristica sulla gestione del petrolio e dell’apertura di case da gioco, rete che pareva toccare addirittura la Casa Savoia… Altro che violenza Fascista! Il cadavere di Matteotti venne poi gettato fra i piedi di Mussolini nel vano tentativo di fare cadere il suo Governo, e di questo si convinse persino il suo più feroce accusatore ai tempi del processo, il socialista Carlo Silvestri, il quale aderì alla RSI dopo avere visionato i documenti riguardanti i veri mandanti dell’omicidio… Documenti che, guarda caso caro compagno, scomparvero dopo il fermo di Mussolini da parte dei tuoi compagni partigiani, nell’aprile del 1945. Non credi alle parole di un Fascista, compagno? Allora leggiti il libro scritto dal compagno giornalista de “L’Avanti” Franco Scalzo: “Il caso Matteotti – Radiografia di un falso storico” – Edizioni Settimo Sigillo, Roma 1996.

Anche all’epoca, caro compagno, ci furono dei trinariciuti pronti a non credere ai Fascisti… Ed infatti, il 12 settembre 1924, per “vendicare” Matteotti, i comunisti uccisero il sindacalista e deputato Fascista Armando Casalini, che spirò fra le braccia della sua bambina… Ma immagino la tua risposta, compagno, a proposito di questo episodio: “Mai sentito nominare”.

Come dici compagno? Oltre a Matteotti ti hanno parlato dei fratelli Rosselli e di Gramsci, che sarebbe morto in carcere nel 1938 grazie ai Fascisti?

Bè, se posso darti un consiglio da “Camerata” a compagno, studiati bene quali furono le attività dei fratelli Rosselli ed il loro ruolo negli attentati terroristici anarcoidi degli anni che vanno fra il 1919 ed il 1937… E leggiti meglio la storia di Gramsci, il quale venne sì arrestato, ma venne anche liberato nel 1934 e graziato nel 1937… Tornò libero e morì in una clinica privata di Roma, ma non certo a causa della “violenza Fascista”!  Ma se su tutte le cose sopra descritte sei stato male informato, caro compagno, di quanto sto per dirti non ne avrai mai e poi mai sentito parlare… E’ troppo imbarazzante per i tuoi compagni affrontare questo discorso, benché sia tutto abbondantemente conosciuto e documentato dai tuoi “capi”… Il Fascismo fu solo violenza, olio di ricino, privazione delle libertà individuali? Ed allora come mai i tuoi più illustri compagni nel 1936 lanciarono il famoso “Appello ai fratelli in Camicia Nera”? La decisione di pubblicare il famoso appello nacque nel clima di sfiducia che pervadeva la dirigenza comunista in esilio alla metà degli anni 30. Essa si rendeva ormai conto che il consenso del popolo italiano nei confronti del fascismo era pressoché totale, anche se oggi te la raccontano molto diversamente, e che persino le masse operaie ormai appoggiavano il fascismo in blocco. I comunisti di allora, che conoscevano perfettamente la situazione italiana, riconobbero ciò che gli ignoranti di oggi si rifiutano di ammettere...

Nel giugno del 1936, sulla rivista “Stato operaio”, la rivista teorica del PCI, i dirigenti comunisti tentano un primo approccio: “Noi tendiamo la mano ai fascisti nostri fratelli di lavoro e di sofferenze perché vogliamo combattere insieme a essi la buona e santa battaglia del pane, del lavoro e della pace. Tutto quanto noi vogliamo, fascisti e non fascisti, possiamo ottenerlo unendoci e levando la nostra voce, che è la voce del popolo”.

Nell’agosto si arriva a un documento solenne, rivolto ai “fratelli in camicia nera”, che ha come base la riconciliazione tra fascisti e non fascisti: “Noi proclamiamo che siamo disposti a combattere insieme a voi e a tutto il popolo italiano per la realizzazione del programma fascista del 1919 e per ogni rivendicazione che esprima un interesse immediato, particolare o generale, dei lavoratori e del popolo italiano”.

Tra i firmatari dell’appello figurano: Togliatti, Grieco, Gennari, Di Vittorio, Marabini, Montagnana, Longo, Ciufoli, Lampredi, Valiani e moltissimi altri.

I comunisti sono costretti a riconoscere i risultati conseguiti dal fascismo. Greco afferma che “Dobbiamo specificare che lotteremo per una democrazia nuova che tenga conto dell’esperienza fascista.”; Montagnana che “L’attività degli antifascisti, degli stessi  comunisti, è pressoché nulla. Gli elementi attivi sono fascisti” e che “Noi dobbiamo avere il coraggio di dire che non ci proponiamo di abbattere il fascismo”; Longo che “Noi siamo dei pigmei e nulla possiamo ancora contro le organizzazioni avversarie”; Ciufoli che “Il PCI, facendo suo il programma del 1919, colmerà il vuoto che esiste ancora tra noi e le masse”; Gennari che “L’attività svolta dalle masse nei sindacati fascisti e i risultati ottenuti dimostrano che già i sindacati fascisti possono essere uno strumento di lotta contro il padronato e perciò essi debbono essere considerati come i sindacati operai nella attuale situazione italiana”.

Capito compagno? Nel 1936, dopo la conquista dell’Impero, non eravamo poi così male agli occhi dei tuoi dirigenti.  Addirittura il programma Fascista del 1919 volevano adottare! E non si proponevano di abbattere il Fascismo, considerando addirittura i sindacati Fascisti come strumenti di lotta operaia

contro i padroni!

   Chissà quando è che i tuoi compagni hanno scoperto che il Fascismo era solo violenza, che fu il braccio armato di borghesi e padroni, che privava il popolo della libertà… Fino al 1936 (dopo 14 anni di “dittatura Fascista, compagno, è bene ricordarlo) parevano non pensarla così…

     Avrà influito il fatto che l’appello rimase inascoltato dai Fascisti? Avrà influito il fatto che dopo il periodo delle vittorie cominciò quello dei sacrifici e delle sconfitte?

Tutto può essere, caro compagno… Tutto, tranne il fatto che i tuoi compagni raccontino le cose per quello che sono e che furono!

Anche nel breve periodo della RSI, mentre i Fascisti si sforzavano di favorire le classi lavoratrici, i tuoi compagni erano schierati con i “liberatori”, curiosamente alleati degli stessi “padroni” che questi compagni dicevano di combattere… Fascisti Repubblicani che creavano la cogestione e la socializzazione delle imprese, e comunisti italiani alleati delle famiglie padronali (una fra tutte: gli Agnelli), poiché entrambi sabotavano lo sforzo Fascista per favorire l’invasione della Patria da parte degli “alleati”… Credi a noi, Compagno… Ti hanno preso per il deretano per decenni, e tu li hai accontentati, aiutandoli a prendersi il potere, ad uccidere quanti, come noi, potevano sbugiardarli ed inchiodarli alle loro responsabilità. Ti hanno fatto diventare “partigiano” per difendere i loro interessi e le loro trame con Mosca, gli USA e gli industriali italiani. Ti hanno convinto a continuare ad uccidere anche dopo la guerra, fino agli anni 50 almeno, per paura che qualcuno potesse un giorno tornare per smascherarli e dare a loro quello che meritavano… E ti hanno educato all’odio per quelli come noi sempre per lo stesso motivo: il sacro terrore di doverla un giorno pagare.

  Negli anni 70 hanno trovato una generazione facilmente malleabile, e l’hanno mandata in piazza a scannarsi con altri giovani come loro, “colpevoli” di conoscere la verità… E tu compagno hai sfondato il cranio a colpi di chiave inglese a sedicenni come Sergio Ramelli, hai bruciato vivi i fratelli Mattei

  nel rogo di Primavalle a Roma, perché ti avevano detto che uccidere i Fascisti (ed i loro figli, in questo

  caso) non era reato, hai “sprangato e spesso ammazzato dietro loro ordine ed incitamento, mentre loro

  si godevano le prebende parlamentari…

Non è ora di aprire gli occhi, compagno?  I documenti ci sono tutti, basta sapere cercare e sapere leggere… Un ultimo esempio prima di salutarti? La prossima volta che qualche vecchio assassino ti inviterà a celebrare il suo 25 aprile, o la prossima volta che qualcuno di loro ti parlerà degli “eroi” partigiani “trucidati” dai Fascisti, sbattigli sotto il grugno una copia della Sentenza del Tribunale Supremo Militare del 26 aprile 1954… In essa, senza ombra di dubbio, troverai scritto che i militari della RSI erano legittimi combattenti belligeranti a tutti gli effetti, nonché rappresentanti di uno Stato riconosciuto ed operante… E troverai scritto anche che i cosiddetti “partigiani” non avevano alcun titolo legale per essere definiti “belligeranti”…

 

In altre parole, militari legittimi contro banditi in borghese che sparavano a tradimento. Questo è scritto in una Sentenza di un Tribunale della Repubblica Italiana, scritta ben 9 anni dopo la caduta del Fascismo.

Come dici compagno? Non ne avevi mai sentito parlare? Al partito non te lo avevano mai detto?

Lo so compagno, lo so…


postato da: marzullo alle ore 10:29 | link | commenti
categorie: destra, ladestra, la destra-fiamma tricolore
venerdì, 06 giugno 2008

NUOVO MANIFESTO NUOVO VOLANTINO


postato da: marzullo alle ore 08:13 | link | commenti
categorie: ladestra, la destra-fiamma tricolore

DAL BLOG DI MARIO ONESTI, ACCESA DISCUSSIONE SU ALMIRANTE

Commenti molto lunghi trasformati in Servizio...

postato da monesti [31/05/2008 23:30]

   "In Italia oggi ci sono allarmanti segnali di razzismo. Dobbiamo rimanere in stato di allerta, non per quello che sta succedendo, ma per quello che potrebbe succedere. Prima si mette nel mirino un gruppo, poi un altro. Bisogna porre subito uno stop" (Riccardo Di Segni - Rabbino Capo di Roma - "The Times", 29 Maggio 2008).

  Il Servizio "...Se dici che sei antifascista ti ridono in faccia..." ha suscitato evidentemente molto interesse, soprattutto a Destra, tanto che sono stati inviati diversi Commenti, con qualche mia diretta Risposta perché chiamato in causa.

   Essendo veramente molto lunghi, specie quello di Massimo Magliaro su Giorgio Almirante (oltre 18 mila caratteri), pur di non tagliare niente, perché non è mio costume fare ciò, mi sono deciso di dare comunque visibilità a questi Lettori, che ringrazio per l'attenzione che dimostrano di avere per il "mio" organo di informazione. Pertanto, riporto qui di seguito quanto mi è stato inviato:

"In Italia oggi ci sono allarmanti segnali di razzismo. Dobbiamo rimanere in stato di allerta, non per quello che sta succedendo, ma per quello che potrebbe succedere. Prima si mette nel mirino un gruppo, poi un altro. Bisogna porre uno stop" (Riccardo Di Segni - Rabbino Capo di Roma - "The Times", 29 Maggio 2008).

     Il Servizio: "...Se dici che sei antifascista ti ridono in faccia..." (Intervista a Giorgio Bocca ed altro ancora...), ha suscitato evidentemente molto interesse, soprattutto a Destra, tanto che sono stati inviati diversi Commenti, con qualche mia diretta Risposta perché chiamato in causa.

   Essendo veramente molto lunghi, specie quello di Massimo Magliaro su Giorgio Almirante (oltre 18 mila caratteri), pur di non tagliare niente, perché non è mio costume fare ciò, mi sono deciso di dare comunque visibilità a questi Lettori, che ringrazio per l'attenzione che dimostrano di avere per il "mio" organo di informazione virtuale. Pertanto riporto qui di seguito quanto mi è stato inviato:

1 - Roberto Manna, Portavoce Provinciale Gioventù Italiana -  (29 Maggio

     2008)

   Caro Mario, non essere fazioso. Sulla rivista "Difesa della razza" scrissero anche Giovanni Spadolini e Amintore Fanfani. Vergognosi pure loro?.

   Erano tempi diversi, che anche il Presidente della Camera ha sottolineato, che certe cose furono fatte da uomini di destra e di altri schieramenti, che successivamente alla guerra si schierarono sia a Destra che a Sinistra. Bisogna essere cauti con il fare demagogia spicciola.

Come pure il raid di Roma nn è opera di gente di destra, bensì di uno di sinistra con tanto di Ghe (il delinquente centroamericano, migliaia di persone uccise per fama di potere, alla pari di Milosevic e Saddam; lo stesso Castro lo fece uccidere, perchè era un sanguinario senza scrupoli).

   MARIO, SII CORRETTO E NON UTILIZZARE LA TUA DOLCE PENNA, PER SCRIVERE COSE PRETESTUOSE. DIVENTI POCO CREDIBILE,  DI FACILE ATTACCO COME GIA' TI E' CAPITATO SU SALERNO PRESS, SII UN GIORNALISTA IMPARZIALE, METTI L'ACCENTO E I PARERI SULLE COSE, MA EVITA DI FARE POLITICA.

   IL COMUNISMO ED I COMUNISTI HANNO FALLITO, NON LO DICIAMO NOI DI DESTRA. LA STORIA VI HA CONDANNATI, SIETE STATA LA BUFALA PIU' GRANDE DEL TERZO MILLENNIO, UNA IDEOLOGIA INUTILE!!!.

   MI DISPIACE, MARIO, MA PURTROPPO BISOGNA ESSERE ANCHE FORTI NEI GIUDIZI NEL MOMENTO IN CUI TU USI LA TUA INTELLIGENZA PER ADEPTIZZARE PERSONE CON COSE FALSE. IL TUO RUOLO DI PROFESSORE, GIORNALISTA, STORICO NON PUO' ECCEDERE IN COSE COSI' PICCOLE.

   TI STIMO E TI VOGLIO BENE, PER VEDERE COSE COSI' SUL TUO BLOG. UN ABBRACCIO AFFETTUOSO-BUONA DESTRA A TE.

MANNA ROBERTO-Portavoce Provinciale Gioventù Italiana

2 - Massimo Magliaro su GIORGIO ALMIRANTE (29 Maggio 2008)

    Vent'anni sono passati dalla morte di un grande uomo, che ha contrassegnato larga parte della nostra storia politica: Giorgio Almirante. E a lui, ancora oggi, alla sua memoria, ci inchiniamo con profondo rispetto di militanti politici. Per Almirante rischiammo la vita e molti nostri ragazzi, "quelli sì, nostri camerati" la persero, vittime dell'odio rosso. Almirante fu anche geniale precursore di un modello di democrazia diretta che oggi vediamo rappresentata dall'elezione popolare dei sindaci, dei presidenti delle province e delle regioni. Fu inguaribile sognatore della stagione della pacificazione nazionale. Fu profeta inascoltato di un'identità che si richiamava all'affermazione di valori legati alla tradizione nazionale. Creò la destra italiana e la accompagnò per mano, amato dalla sua gente. In questa politica tutta melassa credo si troverebbe assai male. Anche noi, in un mondo che i leader politici di destra non li ama più. Giorgio, noi ti amiamo ancora.

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Giorgio Almirante nasce a Salsomaggiore, in provincia di Parma, il 27 giugno 1914.

Il padre, attore, direttore di scena di Eleonora Duse e di Ruggero Ruggeri e poi regista del cinema muto, apparteneva ad una famiglia di attori e di patrioti, con ascendenti appartenenti all'alta nobiltà di Napoli. Il piccolo Giorgio visse, quindi, i suoi primi anni seguendo la famiglia da una città all'altra, fino a che gli Almirante si stabilirono a Torino, dove intraprese studi regolari. Successivamente, si trasferì con la famiglia a Roma, dove si iscrisse all'Università nella Facoltà di Lettere. Parallelamente agli studi, intraprese la carriera di cronista praticante presso "Il Tevere", quotidiano fascista diretto all'epoca da Telesio Interlandi. Vi rimase fino al luglio 1943, ormai trentenne. Conseguita la laurea in lettere e l'abilitazione all'insegnamento di materie classiche, dopo sei anni di praticantato gratuito, viene nominato da Interlandi caporedattore e, poco dopo, anche segretario di redazione della nuova rivista "La Difesa della razza", inizialmente diretta dallo stesso Interlandi. Cresciuto, dunque, in piena epoca fascista, come gran parte dei suoi coetanei, militò nelle organizzazioni giovanili fasciste, ma durante il regime non andò oltre la carica di fiduciario del GUF della facoltà di lettere dell'università di Roma. Quasi cinquant'anni dopo, avrebbe ammesso di essere stato allora razzista e antisemita in buona fede e per motivi politici (come molti giornalisti italiani poi passati all'antifascismo); la collaborazione alla "Difesa della razza" fu, di tutta la sua vita, l'unica esperienza che sconfessò completamente, pur conservando un ottimo ricordo di Interlandi. Inoltre, è noto che Almirante, durante il periodo della Repubblica di Salò, salvò dalla deportazione in Germania un suo amico ebreo e la famiglia di questo, nascondendoli nella foresteria del ministero della Cultura popolare a Salò.   

   Intanto, scoppia la seconda guerra mondiale, evento che vedrà Almirante coinvolto anima e corpo. Infatti, essendo stato richiamato alle armi come sottotenente di complemento di fanteria, viene mandato in Sardegna a comandare un plotone di guardia alla costa, un compito non certo esaltante. Almirante, invece, desiderava partecipare attivamente alle operazioni di guerra; si offrì dunque volontario per il fronte dell'Africa settentrionale, e a tal fine si fece nominare corrispondente di guerra. Raggiunse Bengasi alla fine dello stesso mese di giugno, dove visse le alterne fasi della guerra fino a tutto il 1941, ottenendo la croce di guerra al valor militare. Tornato poi a Roma, riprese il suo posto di caporedattore de "Il Tevere". La mattina del 26 luglio 1943, però, Mussolini cade. Come politico sembra ormai del tutto finito. Numerose sono le defezioni fra i fascisti, molti dei quali passano improvvisamente al fronte democratico, comportamento che invece Almirante rifiuta. Rimane dunque improvvisamente solo: anche il suo ex direttore, Interlandi, viene arrestato come "fascista pericoloso".

   Ai primi di agosto Almirante risponde ad una nuova chiamata alle armi, come tenente, presentandosi a Frosinone presso il suo vecchio reggimento di prima nomina. Là viene sorpreso, l'8 settembre, dalla notizia dell'armistizio; il giorno dopo, trovandosi a comandare provvisoriamente una compagnia distaccata, viene abbandonato da superiori e sottoposti e preso dai tedeschi, dai quali ottiene però di arrendersi con l'onore delle armi e di essere lasciato libero; raggiunge allora il colonnello comandante dell'ormai dissolto reggimento e, una volta ottenuta una formale licenza, torna Roma a piedi. Dopo il discorso di Mussolini alla radio di Monaco, che invitava ad un ricompattamento dei fascisti e quello del maresciallo Graziani al teatro Adriano di Roma, compie la sua scelta di campo: si arruola nella costituenda Guardia Nazionale Repubblicana con il grado di capomanipolo. Dopo pochi giorni di lavoro a Venezia, Almirante passa alla sede di Salò dove svolge varie mansioni: prima Capo di Gabinetto del Ministro della Cultura Popolare, poi Attendente di Mussolini. La sua attività di funzionario ministeriale viene interrotta tra il novembre 1944 e il gennaio 1945 dalla sua partecipazione, come tenente comandante del reparto del Ministero della Cultura Popolare nella Brigata Nera Autonoma Ministeriale, alla campagna antipartigiana di Val d'Ossola, durante la quale però egli e i suoi uomini non hanno mai occasione di partecipare ai combattimenti.

   Il 25 aprile 1945 Almirante, che aveva seguito Mussolini e il ministro Mezzasoma a Milano, entra in clandestinità, a causa delle rovinosa caduta del fascismo. Rimane in questa condizione per più di un anno e mezzo. Uscito dalla clandestinità nel settembre 1946, si reca a Roma e da lì intraprende un'intensa attività politica, partecipando alla fondazione di un gruppo di reduci fascisti repubblicani, il "Movimento Italiano di Unita Sociale" (MIUS).

   Il 26 dicembre 1946, invece, Almirante partecipa alla riunione costitutiva del "Movimento Sociale Italiano" (MSI), che si svolge a Roma nello studio dell'assicuratore Arturo Michelini. Contrariamente a quanto si crede, infatti, Almirante non è stato da subito segretario del MSI, compito che per diversi anni toccò a Michelini. Nel 1948 Almirante conduce, per le elezioni politiche del 18 aprile, una durissima campagna elettorale; il MSI ottenne il 2 per cento dei voti ed entrò in Parlamento con sei deputati, tra i quali lo stesso Almirante, e un senatore. Almirante in quella prima fase rappresentava la continuità ideale con il fascismo repubblicano. Fu confermato segretario del MSI dopo i primi due congressi nazionali del partito (Napoli, giugno 1948; Roma, giugno-luglio 1949).

   Nel corso delle successive legislature della Repubblica Almirante, si distinse in battaglie ostruzionistiche in Parlamento come quella contro l'attuazione dell'ordinamento regionale dello Stato. Altre battaglie lo vedono protagonista, come ad esempio quella contro la legge Scelba sul divieto della ricostituzione del Partito fascista o contro la riforma elettorale maggioritaria di De Gasperi, in difesa dell'italianità di Trieste e dell'Alto Adige, contro la nazionalizzazione dell'energia elettrica e contro la riforma della scuola media.

   Nel 1969 muore Michelini e, di fronte al problema della successione alla guida di un partito in grave crisi, (nelle elezioni politiche del 1968 era sceso al 4,5 per cento dei voti, suo minimo storico ad eccezione del risultato del 1948), il gruppo dirigente del MSI elegge Almirante segretario nazionale all'unanimità.

   La segreteria Almirante mira fin dall'inizio all'unità delle destre, trattando a tal fine con i monarchici e con gli indipendenti di centro-destra. Nelle elezioni regionali del 7 giugno 1970 il MSI ebbe una discreta ripresa, anche grazie al lancio di alcune parole d'ordine da parte del segretario: "alternativa al sistema", "destra nazionale" e così via. Inoltre, forte presa sull'elettorato ebbe l'idea della formazione di un "Fronte articolato anticomunista" con altre forze politiche, agglomerato che poi di fatto costituì la Destra Nazionale. Il risultato di questa operazione di maquillage porta il partito ad ottimi risultati nelle elezioni regionali siciliane e amministrative del 13 giugno 1971: il 16,3% dei voti in Sicilia e il 16,2% a Roma.

   Il 28 giugno 1972 la Procura della Repubblica di Milano chiede alla Camera l'autorizzazione a procedere contro il segretario nazionale del MSI per il reato di ricostituzione del disciolto Partito fascista, autorizzazione concessa con 484 voti contro 60; ma l'inchiesta sulla presunta ricostituzione del PNF, trasferita alla Procura della Repubblica di Roma non fu mai portata a termine. Nel 1975-76 Almirante prova a rilanciare il suo partito con un'iniziativa che doveva rappresentare una nuova fase dell'operazione Destra Nazionale: la "Costituente di destra per la liberta", organizzazione esterna e alleata, fondata il 22 novembre 1975. Ma nelle elezioni politiche del 20 giugno si consuma la scissione dall'organizzazione giovanile del partito, il Fronte della Gioventù. Almirante commissaria questa organizzazione e il 7 giugno 1977 nomina egli stesso il nuovo segretario del Fronte nella persona di Gianfranco Fini, allora venticinquenne, che già si era guadagnato la sua fiducia.

   Le elezioni regionali e amministrative del 1978 danno però risultati negativi al MSI-DN. Nel corso della campagna elettorale, fra l'altro, un esponente di Democrazia Nazionale lo aveva accusato di favoreggiamento personale nei confronti di un presunto responsabile della strage di Peteano (avvenuta nel 1972); l'accusa, pur smentita dal senatore di Democrazia Nazionale sulle cui confidenze avrebbe dovuto basarsi, portò ad una lunga inchiesta, al cui termine Almirante fu rinviato a giudizio con altri, ma amnistiato prima dell'inizio del processo. Questo fu l'unico coinvolgimento di Almirante in un'inchiesta su fatti di terrorismo; in un altro caso egli, avendo avuto notizia nel luglio 1974 dei preparativi di un attentato ad un obiettivo ferroviario, ne informò subito le autorità.

Iniziata la IX legislatura, diviene presidente del Consiglio Bettino Craxi, che sembrava intenzionato a "sdoganare" il MSI-DN. Ma il partito di Almirante rimase sostanzialmente isolato a destra; e se in un'importante occasione sostenne di fatto il governo Craxi, permettendo nel febbraio 1985 la conversione in legge del cosiddetto secondo decreto Berlusconi, lo fece per una convergenza di interessi con alcune forze della maggioranza (contro il monopolio televisivo di Stato).

   Nel luglio 1984 Almirante annuncia la propria intenzione di lasciare la segreteria per ragioni di salute entro la fine dell'anno, in occasione del prossimo congresso nazionale. Ma il partito gli chiede quasi all'unanimità di recedere da tale proposito. L'anziano leader acconsente a rimanere in carica ancora per un biennio. Il XIV congresso nazionale del MSI-DN (Roma, novembre-dicembre 1984) lo rielegge segretario per acclamazione, ignorando la contrapposta candidatura di Tomaso Staiti. Con queste assise inizia la fase finale della seconda segreteria Almirante, in cui tutte le cariche principali furono affidate ad uomini della vecchia guardia e di tutte le correnti. Almirante, poi, assunse personalmente la carica di direttore politico del "Secolo d'Italia".

   Il 12 maggio 1985 il MSI-DN ottenne nelle elezioni regionali il 6,5 per cento dei voti (suo massimo storico in questo genere di consultazioni) e riportò a Bolzano, nelle elezioni comunali, l'ultimo clamoroso successo del periodo almirantiano, divenendo il primo partito del capoluogo di quella provincia, la cui italianità era sempre stata difesa dai missini. Un altro buon risultato il MSI-DN ottenne nelle elezioni regionali siciliane del giugno 1986. Nell'agosto dello stesso anno il segretario missino, colto da malore, dovette essere ricoverato nella clinica romana di Villa del Rosario.

   Nelle elezioni politiche del 14 giugno 1987, in occasione delle quali Almirante condusse la sua ultima campagna elettorale, il MSI-DN scese al 5,9 per cento dei voti, 35 seggi alla Camera e 16 seggi al Senato: un insuccesso che concludeva un periodo di quattro anni assai positivo, anche se i risultati particolareggiati confermavano il radicamento del partito in ogni parte d'Italia. Il 6 settembre successivo, in occasione della festa Tricolore di Mirabello (Ferrara), Almirante presentò ufficiosamente come proprio "delfino" il trentacinquenne Gianfranco Fini, il più giovane deputato del MSI-DN. Almirante teneva moltissimo a che il suo successore fosse un suo uomo di fiducia; ma il designato avrebbe potuto essere anche della sua stessa generazione, e in questo caso sarebbe stato probabilmente il vicesegretario vicario Servello. L'imprevista scelta in favore di Fini fu da molti considerata, in quei mesi, un mero stratagemma di Almirante per continuare a dirigere il partito, in qualità di presidente, dopo avere lasciato la segreteria; sette anni dopo, invece, tale scelta si sarebbe rivelata retrospettivamente una delle più felici del fondatore della Destra Nazionale, avendo liberato il MSI-DN dall'ipoteca di un gruppo dirigente troppo anziano e, dunque, troppo legato al passato per poter mai uscire dal ghetto politico della destra radicale.

   Per ovvie ragioni la maggioranza dei vecchi notabili missini accolse con freddezza o aperta ostilità la candidatura di Fini, che incontrava invece il favore di vari notabili della generazione successiva. Nella fase precongressuale il partito fu lacerato dalle più dure polemiche dell'ultimo decennio, polemiche che non risparmiavano il segretario uscente.

   Ad ogni modo, Almirante fu eletto presidente del partito il 24 gennaio 1988, per acclamazione, dalla maggioranza del nuovo comitato centrale, incarico che mantenne per soli quattro mesi, gli ultimi della sua vita. Il 22 maggio 1988, dopo mesi di sofferenze e di ricoveri Giorgio Almirante si spegne nella clinica di Villa del Rosario. Fini onorò il suo predecessore e maestro dicendo di lui ...."un grande Italiano"...."il leader della generazione che non si è arresa".

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Massimo Magliaro ha scritto di G. Almirante

"Non so in quale misura la politica in Italia sia teatro. Vorrei che lo fosse; e se per caso qualche volta lo è, vorrei che lo fosse molto di più.

Vorrei che lo fosse come al bel tempo dei "guitti": bauli e treni; viaggiare incessante; mutar di pubblico restando se stessi; dipendere dal consenso ma non piegarsi al capriccio; determinare la moda ma non subirla; gustare l'applauso ma non sgomentarsi per il fischio o lo zittio; rispettare e stimolare la critica ma non procacciarsela favorevole con facile lenocinio o corruttela, anche per non essere costretti a provarne l'ingiusta o provocatoria sferza; custodire le cose belle del passato ma aprirsi ad ogni novità capace di arricchire lo spirito; e, soprattutto, recitare per gli altri e non per se, ascoltarsi recitando come se la propria voce muovesse dalla platea e dal loggione e ci venisse incontro e ci dicesse che siamo interpreti della commedia umana del nostro tempo".

   Sono parole che Giorgio Almirante ha lasciato nel primo capitolo della "Autobiografia di un fucilatore". Sono il ritratto della sua vita, del suo stile. La sua è stata davvero una grandiosa interpretazione della commedia umana di questo tempo. Tempo difficile, nel quale hanno convissuto presunte certezze insieme con vigorose speranze, culto della conservazione con, come era solito dire, "nostalgia dell'avvenire", pratica della corruzione e amore della pulizia. Lui, Giorgio Almirante, lo ha vissuto per intero questo tempo e sempre dalla parte giusta.

   Cercava il consenso e non lo subiva perché, ad esempio, non ha mai incitato alla vendetta, anche quando la folla amica la pretendeva.      

   Anticonformista, non ha mai ceduto alla moda, ma ha rappresentato antimoda. Uomo di lotta dura ancorché leale, non ha mai avuto paura delle critiche che lo hanno assediato con spietatezza per tutta la vita; anzi, le ha affrontate a viso aperto imponendo via agli avversati il rispetto che gli dovevano e che vennero a testimoniare per l'estremo saluto tutti, nessuno escluso.

   Intellettualmente curioso, era apertissimo al nuovo, senza però recidere le radici del passato, quelle buone. Sopratutto un infinito disinteresse. Pensava, parlava, agiva per gli altri, mai per sé. Aveva un grande amore per la sua gente, un amore che lo ha portato a viaggiare, ad arrivare ovunque, ad incontrare tutti, a parlare con tutti, ad ascoltare tutti. È stato l'uomo politico italiano che ha conosciuto il maggior numero di italiani e che è passato, per incontrarli tutti, nel maggior numero di città, paesi, villaggi, borghi. Il suo motore era l'amore per gli italiani. Chi ha avuto modo di stargli accanto, sa che egli non ha mai pensato in termini di odio. Mai. Ed anche l'ultima delle sue creature politiche, il progetto di riforma della Costituzione, scaturiva da questa voglia di rifare l'Italia amandola: l'adorabile Italia...

   Volle celebrare un Congresso nazionale, il dodicesimo, a Napoli il 5/6/7 ottobre 1979. E volle intitolarlo appunto alla Nuova Repubblica, cioè al progetto di riforma del sistema. Precedette tutti, venne prima di tutti, prima della Commissione Bozzi e, poi, della Commissione Iotti. E continuò su questa strada con il Convegno di Amalfi e i due di Roma, quando con il Movimento sociale si confrontarono su queste questioni, ancora tabù, coraggiosi esponenti di altri partiti, costituzionalisti, dirigenti sindacali e rappresentanti dell'imprenditoria pubblica e privata. Seppe cioè raccogliere e interpretare l'ansia del nuovo, che già da allora attraversava l'Italia: lo fece con un tempismo e una lucidità irripetibili. Impose il dibattito, il ragionamento anche a chi era refrattario verso ogni rinnovamento istituzionale. Altro che nostalgia!. È stato, questo della Nuova Repubblica, il suo contributo finale, forse il più alto, a questo Paese al quale ha dedicato tutta la vita. La vita di un grande italiano.

Massimo Magliaro

3 - Patuccio (30 Maggio 2008)

Gentile dott. Onesti, so che la frase citata da lei nell'incipit è di Friedrich Gustav Emil Martin Niemöller. Forse mi sbaglio, ma questo ho letto altrove. Per quel che riguarda l'articolo (premetto, sono antifascista rientrando in una delle "categorie" pericolose per il fascismo), ho letto da wikipedia che G. Bocca fu uno dei 360 intellettuali e personalità che aderirono al manifesto della razza. Non so se abbia mai chiesto scusa, ma apprezzo la sua presa di posizione contro la scellerata idea del neo-sindaco "romano" di intitolare una via ad Almirante.

4 - Monesti da Campagna (30 Maggio 2008)

   Tutto mi si può dire fuorché che io sia "fazioso". Il mio rispetto per le posizioni altrui, anche quelle lontane anni luce dalla mia formazione e dalle mie idee, la mia ferma convinzione che ciascuno dev'essere libero di dire ciò che pensa, mi portano a dare spazio a tutti, soprattutto quando ci si firma e quando non si offende, in modo anonimo. Solo una cosa chiederei ai cortesi lettori di questo Blog: siate meno prolissi. Però, se si deve contribuire ad una più completa informazione a 360°, ciò ben venga.  

   Una cosa è sicura, non possiamo trasformare un Blog, il mio nel caso specifico, in una estenuante ed infinita dissertazione sulla difesa "delle ragioni" della Destra in Italia e vedere in casa altrui tutto il male possibile. E poi non una parola di condanna sulle Leggi Razziali. E questo solo perchè il "berlusconismo" (chiaro il riferimento all'ex pduista delle "leggi ad personam", della "porcata elettorale", dell'eterno "conflitto di interessi"...) ha vinto Italia?. Certo in democrazia governa chi vince, tralasciando, nel caso specifico, di andare al come (ovviamente anche per responsabilità dello schieramento avverso!). Mi auguro nell'interesse esclusivo del paese!. Ma, in tutta sincerità, ne ho forti dubbi!. Poi giudicherà il popolo sovrano, come ha fatto in passato, quando sarà chiamato ad esprimersi. Questo succede in tutte le democrazie del mondo!. Mettiamo da parte, però, il "manicheismo" galoppante, sport molto di moda di questi tempi, per dimostrare l'indimostrabile e cioè che da una certa parte c'è la verità in assoluto. La storia, se vuoi anche il pensiero filosofico, vanno letti e compresi, per attrezzarsi con oggettività ad intervenire, per cambiare, eventualmente, le cose, lo stato delle cose. Non possiamo uscircene con slogan, che hanno il tempo che trovano. Posizioni di parte, e tanto anche, pertanto, anche le tue. Rispettabilissime, ma non per questo condivisibili, anzi... 

   Lo stesso Presidente della Camera, quello attuale, ha usato parole di condanna netta del Fascismo e delle Leggi Razziali. Opportunismo o vero revisionismo?. Considerato come viene attaccato dalla destra "storaciana" in modo particolare, ma non solo, propenderei più per la seconda opzione. 

   E poi, come si fa a mettere sullo stesso piano figure notevoli del movimento operaio internazionale, miti di intere generazioni, morti per difendere la libertà altrui e la dignità umana, con chi, con la dittatura fascista, le libertà democratiche le ha cancellate, affossando la democrazia, emanando le vergognose leggi razziali e portando il paese in un'avventura senza uscita, quelle della guerra. Fa rabbrividire la caduta di stile e di tono quando si definisce il "Che" un "delinquente...", paragonandolo addirittura a Milosevic e Saddam. Da un giovane poi...Sul raid xenofobo di Roma, rinvio al mio servizio di riferimento.

   Gli storici si sono già espressi e fino a quando la destra italiana non si affranca da certi fardelli, che continua a difendere inserendo nel suo ragionare tutto e di più per demonizzare "i nemici" (infatti, si continua a vedere solo ciò, "farneticando" addirittura su determinati temi, tanto da non comprendere nemmeno la fonte da cui si attinge...ma lasciamo stare...è pure questa libertà di pensiero...ma anche di formazione storica, filosofica ed umanistica, che o c'è o non c'è!), non sarà mai come le altre "destre democratiche di governo" (penso ai grandi paesi democratici occidentali o agli stessi Stati Uniti). 

   In riferimento, poi, a quanto scrivi nel tuo Commento del 29 Maggio 2008 ("...Mario, sii corretto e non utilizzare la tua dolce penna, per scrivere cose pretestuose. Diventi poco credibile,  di facile attacco come già ti è capitato su 'Salerno Press'. Sii un giornalista imparziale, metti l'accento e i pareri sulle cose, ma evita di fare politica..."), ti rispondo non con le mie parole, ma con quanto riportato sullo stesso giornale on-line il 23 ed il 24 Maggio scorso (preciso che tutto era partito da un mio Commento firmato, perché questa è la mia cultura politica e professionale!, del 20/05/2008 21.54.27 - monesti.blog.tiscali.it: "Ma quando la si smette?. Ma in che paese vogliamo vivere?. A furia di usare un certo linguaggio, di delegittimarsi a vicenda, di demonizzare il clima del confronto, si potrebbe mettere a rischio la stessa democrazia, che è un patrimonio di tutti. Così continuando, prima o poi qualcuno ce la toglierà, a tutti, e allora, sì, che sarà dura. Per tutti. Si badi bene, che, a volte, la storia si ripete, sia pure non sempre allo stesso modo..."):

23/05/2008, Ore 10.02.46 - REDAZIONE: "Caro estimatore degli "offesi", pur essendo comprensibile il suo punto di vista, ci sembra opportuno fare qualche precisazione. È la prima volta che la redazione decide di rispondere direttamente ai commenti e questo deriva dalla pacatezza e dalla chiarezza del suo commento. La realizzazione del Blog per commentare le notizie nasce dall'intenzione di mettere a disposizione degli utenti uno spazio per confrontare posizioni ed opinioni, per esprimere idee, critiche, dissensi ed approvazioni. Lo abbiamo voluto senza filtri e censure, altrimenti avremmo finito per mettere a disposizione solo pagine con commenti "selezionati" da noi, senza alcuna libertà per le opinioni degli utenti...".

   Strano concetto di libertà, quello della Redazione dell'organo on-line in questione, perché, a mio avviso, la "libertà per le opinioni degli utenti...", che va garantita, ma certamente non va confusa con la libertà di offendere tutti, in modo anonimo per di più, sul piano professionale, umano e personale. Ma si è mai notata, per esempio, una cosa del genere sul mio visitatissimo Blog?.

   Ti informo, che la risposta, di cui sopra, della Redazione è stata la conseguenza diretta di un Commento inviato alla Redazione di quell'organo on-line il 24 Maggio 2008, che riporto qui appresso: 

24/05/2008. ore 17.08 - Un Offeso!: "Cara Redazione, vi sembra il caso di affacciarvi ora al Blog con questo tipo di messaggio...dopo tutto lo schifo che si è potuto leggere per giorni e giorni!. C'era il bisogno di segnalarvi le cose ingiuriose per cancellarle...molta vergogna...e poi la responsabilità non sono sicuro se è soltanto di chi ha scritto...".

   Aggiungo solo che, non solo cerco di essere "corretto", ma, che cerco, altresì, di fare il "giornalista" con grande impegno e passione civile, politica pure se preferisci. O la politica è territorio su cui possono addentrarsi tutti, fuorché il sottoscritto?. 

   Non entro, perciò, nel merito delle cose scritte sia da Roberto che nel Commento successivo, avrei preferito, però, che si entrasse direttamente, esprimendosi, nelle questioni che io, ma non solo, pongo all'attenzione dei lettori. In fondo, che abbia fatto bene, lo dimostrano i Commenti arrivati  e che, molto probabilmente, arriveranno ancora. Il sale della democrazia, pur da posizioni nettamente diverse, è proprio il confronto, il dialogo. Tanto dovevo, Monesti da Campagna.

P.S. - C'è un "limite" in questa mia risposta: sono stato prolisso, per forza di cose, anch'io. Mi impegno a non esserlo più, in futuro. Per ora me ne scuso con i lettori.

5 - Roberto Manna, Portavoce Provinciale Gioventù Italiana (29 Maggio 2008)

   MANNA ROBERTO, 29 Maggio 2008 - Mi scuso con Mario per il mio essere prolisso, ma a volte serve solo ed esclusivamente per completezza di informazione e di fonti. Mi rimproveri di non essere entrato nel merito della questione. Beh credo che non sia proprio cosi!. Ho scritto chi era Almirante, un uomo al quale un ex presidente della camera Comunista (Luciano Violante) ha fatto pubblicare 5 Volumi (una enormità di documenti) sui suoi discorsi parlamentari. Ed ho lasciato un commento chiaro sulle accuse che hai mosso e su quello che scrive il tuo giornale (comunista) "L'Unità" (ricordati che quel giornale è finanziato dallo stato, stampa pagata da noi per informazione di parte).

   La produzione e l'apporto dato da Giorgio Almirante alla repubblica non può essere contestualizzato, in un meccanismo becero del tipo: HA FIRMATO IL MANIFESTO DELLA RAZZA, è un cattivo!!!!...

   Penso che sia una cosa deplorevole, annullare un periodo dal 45 al 1988, dove si è servita la Repubblica pur provenendo dalla esperienza (mai rinnegata) del Fascismo.

   Invito Mario a pubblicare i firmatari del manifesto 360 INTELLETTUALI e 10 SCIENZIATI, (http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_razziali_fasciste), ma lo fecero in una contestualizzazione mondiale ed europea diversa. Molti di loro, successivamente, si iscrissero al PCI e alla resistenza (furono tanti traditori del regime che li aveva onorati e fatti uomini e professionisti, ma esistono tre categorie di persone!!!e loro erano dei quaquaraqua!).

   Ricordo che scrissero anche Giovanni Spadolini e Amintore Fanfani, sulla difesa della razza. Vergognosi pure loro??.

   Almirante non lo era!!. Era un UOMO vero e tale fu fino alla morte, che per destino coincise con quella di un altro grande del MSI P. Romualdi.

   Un Uomo VERO, il primo ad onorare il feretro e la salma di un grande comunista ed avversario quale Berlinguer, ma purtroppo la mente dell'uomo dimentica presto i GRANDI.

   Allora, caro Mario, tu non sei fazioso ed io non voglio pensarlo (anche se sei tu a scriverlo), ma, allora, fai completezza di informazione con articoli e commenti di autori di DESTRA e SINISTRA, come pure ritagli di Giornali non solo della tua parte politica.

   Ti ripeto, che non è colpa nostra se il Comunismo è stata la ideologia BUFALA del terzo millennio. È giusto che tu voglia salvarlo e fai bene. Ma, ricorda, che la prima regola del giornalismo è COMPLETEZZA DELLE FONTI e CONTRADDITTORIO. Il secondo (contraddittorio), lo rispetti dandomi possibilità di scrivere come uomo di destra sul tuo Blog, ma la completezza a volte manca.

   Ti abbraccio sempre affettuosamente. Sai che ad ogni modo, anche se sei un COMUNISTA, io  TVB, MANNA ROBERTO - Portavoce Provinciale Gioventù Italiana - BUONA DESTRA A TE

6 - Roberto Manna, Portavoce Provinciale (SA) Gioventù Italiana

   MANNA ROBERTO, 29 Maggio 2008 -  Non c'è nessuna voglia di difendere le ragioni della destra, perché, se un partito vince, è perché è credibile.

   Se una IDEOLOGIA vive e non muore, diventando forza di governo, in ITALIA, FRANCIA, etc., c'è di sicuro una ragione ed è quella che ci fa governare e che fa stare le sinistre a casa. E tu, caro Mario, devi necessariamente fartene una TUA RAGIONE DI VITA (non siete fatti come sinistre per governare).

   Le fonti io le cito, ma tu, mi sembra di leggere, mi indichi,  cito testualmente il tuo pensiero (infatti, si continua a vedere solo ciò, "farneticando" addirittura su determinati temi, tanto da non comprendere, noi comuni mortali, nemmeno la fonte da cui si attinge...ma lasciamo stare...è pure questa libertà di pensiero..."). Beh, farneticare è una parola grossa, per chi seppur mediocre come me, riesce ad elaborare pensieri ed ad usare fonti modeste, in confronto a chi ha ottimi mezzi di informazione come te (Vedi L'UNITA') ma il problema è fare giornalismo e ti ricordo le due regole fondamentali (non le ho inventate io), tu hai la tessera di giornalista, le conosci, BISOGNAREBBE CHE COMPRENDESSI I TERMINI, [COMPLETEZZA DELLE FONTI e CONTRADDITTORIO], BASTA LEGGERE SUL VOCABOLARIO, non c'è bisogno di fonti di suprema intelligenza o pensiero filosofico, basta leggere il vocabolario ed il loro significato.

   Caro Mario, che ci vuoi fare, è la regola della DEMONIZZAZIONE che tu citi, c'è chi cerca di praticarla e chi la usa di continuo, attraverso GIORNALI, TV e Blog su internet...cercando di capovolgere la realtà.

ALLORA SI CAPISCE PERCHE' LA SINISTRA NON E' CREDIBILE, COME NON LO E' STATO IL SUO CREDO RINNEGATO (dal PD), IL COMUNISMO. UN ABBRACCIO

7 - R. Manna, Portavoce Provinciale  (SA) Gioventù Italiana (31 Maggio 2008)

    CARO MARIO, NON PUOI SOVVERTIRE LE MODALITA' CON CUI ARRIVANO I POST. INOLTRE, NON C'E' NESSUN POST OFFENSIVO!. IL POST DI ALMIRANTE DOVE E' FINITO?.

POI HO SCRITTO DI NUOVO DA IERI E NN HAI PUBBLICATO. MI DISPIACE, MA QUESTA NN è CORRRETTEZZA!!. NON VA BENE!!!. SE TU SCRIVI, DEVI GARANTIRE DIRITTO REPLICA, HO 3 POST DI CUI UNO LUNGO, NON DIRMI CHE NON PUOI SCRIVERE ALTRO PER LUNGHEZZA...TI PREGO, NON CREDEREI A QUESTA COSA.

IERI C'ERA ED ADESSO NO. RITORNA AD INSERIRE I POST E IN SUCCESSIONE COSI' COME SONO ARRIVATI, I TUOI ED I MIEI. IN QUESTO MODO LA GENTE NON CAPISCE ME CHE SCRIVO E TU CHE RISPONDI. GRAZIE, BUONA DESTRA

8 - MARIO ONESTI - 31 Maggio 2008

   Sto sistemando, se trovo il tempo necessario, in modo diverso i Commenti, lunghissimi, che mi arrivano, soprattutto da parte di rappresentanti della DESTRA, per non parlare di quello lunghissimo, lunghissimo ed ancora lunghissimo su Almirante (ben 18.179 catratteri!). Li sto inserendo, di volta in volta, come Testi (con relativo riferimento ai File postati), in un'unica Cartella. Prego i cortesi Visitatori di non inalberarsi, di pazientare e di darmi il tempo materiale di farlo.  

   Non ho nessun interesse ad "oscurarli", anzi più si leggono e meglio è, in modo particolare per chi la propria testa sa farla funzionare, in un momento di ringalluzzimento, in un momento in cui sembra si stia tentando di far ritornare "il sonno della regione", quello che in passato ha già generato "mostri"... 

   E, poi, ci tengo a precisare che non ho solo il BLOG, che comunque, essendo mio e non di altri, cerco di gestire al meglio e nel rispetto di tutti, ma senza imposizioni e/o "censura" alcuna, termine che, per formazione culturale e politica, non m'appartiene.

   Ho famiglia, ho i miei impegni e tant'altro e non è che mi devo preoccupare di essere tempestivo più del comprensibile, nelle risposte...o nel postarle sul Blog, verso chi, ormai, "mi marca ad uomo", così si direbbe in gergo calcistico, sulle cose che riguardano la Destra.  

   Mario Onesti, in primis, rivendica, anche per sé, la "libertà di pensiero e di espressione", fino a prova contraria siamo in democrazia, quella nata dalla lotta partigiana contro il nazi-fascismo!. E poi non sovverte proprio niente. Non accetta, pertanto, accuse di "scorrettezza", né, tanto meno, di "faziosità". Semmai, chi fa i Commenti si dia una regolata, quella cioè di non andare oltre una determinata e ragionata "lunghezza". Con rispetto, come sempre, Mario Onesti

9 - Giuseppe Bottazzi, alias Peppone, nonché grande amico di Don Camillo

   (3 Giugno 2008) - Oggi, come allora, diremo?.

Nel 1947 Albert Kesselring, comandante in capo delle forze armate di occupazione tedesche in Italia, fu processato per crimini di Guerra (Fosse Ardeatine, Marzabotto e altre orrende stragi di innocenti) e  condannato a morte. La condanna fu commutata nel carcere a vita. Ma già nel 1952, in considerazione delle sue "gravissime" condizioni di salute, egli fu messo in libertà. Tornato in patria fu accolto come un eroe e un trionfatore dai circoli neonazisti bavaresi, di cui  fu attivo sostenitore. Alcuni giorni dopo il suo rientro a casa, Kesselring ebbe l'impudenza di dichiarare pubblicamente che non aveva proprio nulla da rimproverarsi, ma che - anzi - gli italiani dovevano essergli grati per il suo comportamento durante l'occupazione, tanto che avrebbero fatto bene a erigergli... un monumento. A tale affermazione rispose uno dei padri nobili della nostra Patria, il giurista Piero Calamandrei, con una famosa epigrafe (recante la data del 4.12.1952, ottavo anniversario del sacrificio di Duccio Galimberti), dettata per una lapide "ad ignominia", collocata nell'atrio del Palazzo Comunale di Cuneo in segno di imperitura protesta per l'avvenuta scarcerazione del criminale nazista.

L'epigrafe afferma:

 "Lo avrai

camerata Kesselring

il monumento che pretendi da noi italiani

ma con che pietra si costruirà

a deciderlo tocca a noi.

 

Non coi sassi affumicati

dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio

non colla terra dei cimiteri

dove i nostri compagni giovinetti

riposano in serenità

non colla neve inviolata delle montagne

che per due inverni ti sfidarono

non colla primavera di queste valli

che ti videro fuggire.

 

Ma soltanto col silenzio del torturati

più duro d'ogni macigno

soltanto con la roccia di questo patto

giurato fra uomini liberi

che volontari si adunarono

per dignità e non per odio

decisi a riscattare

la vergogna e il terrore del mondo.

 

Su queste strade se vorrai tornare

ai nostri posti ci ritroverai

morti e vivi collo stesso impegno

popolo serrato intorno al monumento

che si chiama

ora e sempre

RESISTENZA".

   Oggi, come allora, a chi vuole stravolgere gli avvenimenti storici ed attenuare le responsabilità politiche (e non solo) per gli stessi, diremo: "L'avrai camerata" la  strada, che pretendi da noi italiani, ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi?.

10 - Roberto Manna (4 Giugno 2008)

   Il 22 Maggio di vent'anni fa si spegneva Giorgio Almirante. Sicuramente un gigante della politica italiana con indiscutibili meriti, una figura tanto amata quanto discussa dentro e fuori del suo partito, il Movimento Sociale Italiano. Almirante fu tra i cinque fondatori che il 26 gennaio 1946 si ritrovarono nello studio di Arturo Michelini per dare vita al MSI. Con loro anche Giorgio Bacchi, Giovanni Tonelli e Pino Romualdi. Quest'ultimo - nativo di Predappio, vicesegretario nazionale del Partito Fascista Repubblicano durante la RSI, a lungo presidente del Msi - altra figura storica missina, per una strana scelta del destino morì il 21 Maggio 1988. In appena ventiquattro ore, il MSI perse due figure storiche, che vennero accomunate in un indimenticabile funerale celebrato a Roma il 24 Maggio. Decine e decine di migliaia di persone - ordinate in un composto ma gigantesco corteo - accompagnarono i due feretri dalla sede del partito, in via della Scrofa, fino a piazza Navona, dove, nella chiesa di Sant'Agnese, fu celebrato il funerale.

Indimenticabile per chi, come chi scrive, insieme a tanti altri dirigenti e militanti del Fronte della Gioventù fece parte del servizio d'ordine, guidato e organizzato da un giovane, Gianni Alemanno, da pochi giorni segretario nazionale del FdG. Indimenticabile come i ricordi sparsi che riaffiorano nella mente: i nomi scanditi a più riprese dalla folla, il "presente" chiamato da Cesco Giulio Baghino e gridato all'unisono, l'Inno a Roma cantato a squarciagola da migliaia di italiani commossi, una selva di braccia tese.

Non è facile trovare le parole giuste per ricordare degnamente queste due figure. Meglio affidarsi a chi ha saputo dosare le parole in una circostanza tanto importante.

«Parlare di te, Almirante, e di te, Romualdi, è uno schianto. Uno schianto terribile, che ci soffoca il cuore, che ci prende alla gola. Ma è anche un onore che ci inorgoglisce fino alle lacrime. Perché qui, oggi commemoriamo due italiani, due grandi italiani, due italiani puliti, coerenti, coraggiosi, tenaci. Commemoriamo due maestri di vita e di pensiero, due esempi che non possono morire con la morte fisica dei vostri corpi. Voi, Almirante e Romualdi, siete dentro di noi. Appartenete a tutto questo popolo italiano che avete sempre amato, anche quando la legge della fazione lo ha diviso tragicamente, determinando ferite che voi volevate sanare e noi vogliamo sanare. Voi, Almirante e Romualdi, siete stati gli alfieri di questa Italia che ha incivilito il mondo, che ha versato il suo sudore e il suo sangue per onorare il lavoro fecondo e la tradizione gloriosa di questo vostro e nostro popolo, di quella Italia che ha dato al mondo sapienza, leggi, poemi, chiese, esplorazioni, cultura, arti.

Due alfieri di quella Italia che non cambia bandiera, che non si vende, che non rinnega, che non tradisce, che non offende; di quella Italia che guarda avanti, che crede nel proprio destino, che non rinuncia a vivere e a sperare; di quella Italia invasa, spezzettata, devastata, offesa, insultata, umiliata, calpestata dai barbari antichi e nuovi; di quella Italia che si ritrova, che si riscatta, che si riprende, che si rialza, che si rinnova; due alfieri di quella Italia dignitosa nella schiavitù, coraggiosa nella sventura, serena nelle avversità, clemente nella fortuna e misurata nella gloria. Un?Italia che voi ci avete insegnato per 40 anni ad amare, a considerare, come voi la consideravate, adorabile. No, Almirante, no, Romualdi, voi non morite, non potete morire. La vostra opera, la vostra vita sono il vostro messaggio, sono la vostra consegna a noi che, come ci avete sempre insegnato, non abbiamo paura di avere coraggio.

Tu, Almirante, questa tua e nostra Italia l'hai percorsa tutta come un apostolo instancabile dell'Idea che, con Romualdi, hai rialzato quando la sconfitta l'aveva gettata a terra. Le hai parlato con quella parola ineguagliabile che era un dono di Dio. Con quella voce dolcissima che mai potremo dimenticare. L'hai accarezzata con quegli occhi celesti e puliti che adesso, qui, ci guardano. L'hai attraversata tutta, villaggio per villaggio, città per città, contrada per contrada, valle per valle, per 40 lunghissimi anni di onore e fedeltà. Tu, Romualdi, l'hai segnata, questa Italia, con la passione incontenibile del tuo amore, con la forza del tuo carattere generoso, con la tenacia della nostra sanguigna terra romagnola.

Per 40 lunghissimi anni avete portato insieme, in alto, altissima, la bandiera stupenda e pulita della fedeltà alle radici del nostro popolo. Ci avete insegnato che un popolo senza radici non ha futuro, così come un albero senza radici muore. E noi vivremo, Almirante e Romualdi, vivremo per voi e con voi. Ve lo giuriamo col cuore gonfio di dolore e con l'animo colmo di fierezza per essere stati con voi nelle sconfitte e nelle vittorie. Sempre, in questi anni meravigliosi e terribili nei quali ci avete insegnato che le prove più difficili debbono e possono essere vinte. Voi, insieme, le avete vinte. Noi, insieme, le vinceremo. Saranno le vostre vittorie. Saranno le più belle, perché Dante, il tuo Dante, caro Almirante, ci ricorda che la grazia piove sul capo di chi combatte per meritarla. Ci avete consegnato un partito forte, orgoglioso, pulito. Ecco le parole, che tu, Almirante, hai scritto nel lontano 1974. "Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. E se l'avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarsi. In altri tempi ci risolleveremo per noi stessi. Da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla. Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne. E se volete un motto che vi ispiri e vi rafforzi, ricordate: "Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai."

No, caro Almirante, il testimone non è caduto a terra. E' in buone mani. In mani giovani, in mani forti, in mani che non cederanno. Lo porteremo avanti, avanti, avanti anche per te, anche con te. Perché tu, Almirante, perché tu, Romualdi, non ci lasciate. Voi restate fra noi, alla nostra testa, in piedi.

PARAGONARE PERSONE COME GIORGIO ALMIRANTE A KESSELRING MI SEMBRA OSARE DI MISCELARE OLIO ED ACQUA IN MANIERA OMOGENEA, SOLO UN PAZZO PENSEREBBE DI FAR CIO'...

11 - Roberto Manna (4 Giugno 2008)

      Riferito ad un Servizio di Mario Onesti, postato su questo Blog il 25/04/08

   25 Aprile: Per una memoria accettata e rispettata

"La pacificazione nazionale non può essere prospettata agli altri se non comincia da noi e se non si evidenzia in tutte le nostre parole, in tutte le nostre iniziative responsabili. Se ne sono pienamente convinti tutti coloro che sono sempre stati e continuano ad essere vicini al Movimento Sociale Italiano, se ne sono pienamente convinti coloro che si onorano di aver militato nella Rsi, coloro che hanno fatto la dura scelta dei campi di concentramento 'non collaboratori', coloro che hanno subito galera ed epurazioni. E' difficile, è addirittura impossibile, che, chi ha pagato di persona per una causa morale e nazionale, non sia oggi pienamente disponibile per pagare di persona per una causa altrettanto morale e nazionale?".

Così - nel lontano 1972 - Giorgio Almirante parlava di pacificazione nazionale, che definiva "suprema esigenza morale". Parole ancora attuali, perché nulla è cambiato. Dopo 36 anni - ed a 63 anni dalla fine della guerra civile - una parte d'Italia festeggia ancora in pompa magna la ricorrenza del 25 Aprile come anniversario della liberazione, festeggiando un'insurrezione minoritaria, che influì ben poco sull'esito finale, una vittoria nazionale che non ci fu, un conflitto che gli stranieri vinsero per conto degli italiani, impegnati in una guerra fratricida. Eppure, il 48,9% degli italiani non sente questa data come festa nazionale ed il 21,5% non sa neanche cosa viene celebrato. Sondaggio Ferrari Nasi & Grisantelli, 4 aprile 2008.

Un evento che si rivitalizza a ridosso delle sconfitte elettorali della sinistra, come già avvenne nel 1994, e questa volta, con la scomparsa dei comunisti dal Parlamento, la rabbia è tanta. "Bella ciao" e "Fischia il vento", accompagnate dalle bandiere rosse e dai pugni chiusi verso il cielo, saranno le colonne sonore della rivincita dei 'trombati'. Una celebrazione che "non sarà mai una festa condivisa fino a che non si rimuoverà il suo lato oscuro e criminale, messo in luce da Pansa, circa le stragi e le bestialità commesse a guerra finita" (Marcello Veneziani, "Libero", 24 aprile 2008). Un lato oscuro e criminale sul quale si è aperto un piccolo scorcio di verità, un tragico capitolo di storia patria del quale non si sente parlare senza l'anacronistica retorica dell'antifascismo di ritorno.

Urge ritrovare la memoria, che non potrà essere condivisa, ma almeno accettata e rispettata reciprocamente. Serve favorirla ricordando con rispetto tutti i caduti della guerra civile. Con un'iniziativa che rischia di incontrare l'ostilità di entrambe le parti in causa: attraverso le testimonianze scritte dalle due parti in lotta, rendendo così onore a chi ha lottato ed è caduto in nome delle proprie Idee.

MANNA ROBERTO

PORTAVOCE PROVINCIALE GIOVENTU' ITALIANA SALERNO

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12 - Roberto Manna (4 Giugno 2008)

Per un pò di chiarezza...? - NAZIFASCISMO?  o  NAZIONALSOCIALISMO E FASCISMO??

Non era ancora finita la guerra 1939-1945, che l'antifascismo coniò il termine "nazifascismo". Il motivo è palese: si vogliono accorpare le responsabilità sulle infamie, "reali, presunte o costruite che siano" del nazionalsocialismo con il fascismo.

Una cosa va chiarita prima di entrare nell'argomento: Mussolini sin dalla nascita del movimento hitleriano e fino agli ultimi giorni della sua vita, anche quando l'aiuto tedesco per la conduzione della guerra ormai compromessa, sino ad allora, ripeto, differenziò sempre l'ideologia della sua creatura, il Fascismo, da quella del Nazionalsocialismo.

   Agli osservatori superficiali o interessati, parrebbe evidente che l'uno (il Nazionalsocialismo) e l'altro (il Fascismo) avessero molte analogie, una fra tutte: avere gli stessi avversari e cioè il comunismo e il capitalismo. Tuttavia, sin dai primordi dei due Movimenti "certamente totalitario" il primo, "autoritario il secondo", erano evidenti precise differenze, così profonde che il confronto fra le due "dittature" può essere trasportato solo a livello di generica astrazione.

   Una delle massime mussoliniane era: . Il Corporativismo economico di tipo italiano fu ricusato da Hitler in quanto contemplava una certa autonomia per ben precise componenti istituzionali. Il Führer impose il controllo completo del Partito su ogni organo sociale ed economico dello Stato.

   Una delle più profonde divergenze fra le due ideologie è quella del "razzismo?, concezione sconosciuta ai fascisti italiani ed estranea agli italiani in generale. La qual cosa darà adito, proprio a partire dal 1938 (data della divulgazione in Italia delle "leggi razziali") a contrasti sempre più stridenti fra i due Paesi "alleati".

   Ogni rivoluzione prevede la nascita dello "uomo nuovo": quello nazionalsocialista sarebbe stato un prodotto biologico, quello fascista era orientato sulla tenacia, sulla tradizione ed i valori della "romanità" e sulla formazione culturale.

   Come sappiamo, il fascismo salì al potere come Movimento di minoranza, che venne scelto dalla Monarchia come "male minore", vista la situazione pre-rivoluzionaria esistente in Italia in quegli anni. Ecco, quindi, un'altra delle differenze fra il fascismo e il nazionalsocialismo. Quest'ultimo giunse al potere nel 1933 forte del consenso "democratico" del 40% dei tedeschi.

   Altra differenza sostanziale fra i due regimi è che quello italiano si sviluppa all'interno di uno Stato fortemente radicato nella Chiesa cattolica, intralcio che in quello tedesco era inesistente.

   Stessa situazione esisteva per l'istituto monarchico con il quale il fascismo dovette fare i conti. Ostacolo insussistente in Germania.

   Certamente le differenze più sostanziali fra i due regimi sono forse quelle che riguardano il rapporto fra Partito e Stato e l'assetto futuro del mondo. Nel fascismo si esaltavano le funzioni di popolo e comunità, ma l'uno e l'altro debbono operare nell'interno dello Stato. Nello Stato fascista il Partito stesso è subordinato allo Stato. E' fuor di dubbio che nel programma fascista c'è la volontà di creare uno "Stato totalitario", ma "totalitario" nel senso fascista: "totalitario in quanto la totalità è nello Stato".

   Così, se in Italia trovano forma i "Codici Rocco", certamente autoritari e che ancor oggi, a livello giurisdizionale, sono validi, se vi era un Senato di nomina regia, se vi era un Parlamento che si svilupperà poi nella "Camera dei Fasci e delle Corporazioni", per cui il lavoro parlamentare svolgeva le sue funzioni e il legislatore poteva manifestare la propria opera in modo organica, tutto questo nella teoria giuridica nazionalsocialista non esiste. Nella Germania nazionalsocialista il Partito controlla lo Stato, anzi, e più propriamente, lo Stato è il Partito.

   Con maggior precisione il professor F. Muni, nella conferenza tenuta all'Istituto Storico di Terranova Bracciolini il 16 settembre 1998, ha precisato..."Nell'Italia fascista teorie del genere erano impensabili".

   Per concludere questo certamente incompleto esame delle diversità dottrinarie e di sostanza fra i due regimi, va evidenziato l'aspetto decisamente di base che differenziava le due "dittature": la personalità e il senso del comune vivere civile dei due "dittatori", così diversi che condizionerà la storia quando questa sarà libera di essere scritta senza gli agganci che le sono stati imposti.

   Chiudiamo ricordando il pensiero di Renzo De Felice, come riportato nella "Intervista sul Fascismo", pag.51:...

   Insomma: tra fascismo italiano e nazionalsocialismo tedesco ci sono semmai più punti di divergenza che di somiglianza. Come ha osservato Michael Ledeen.

   Se si volessero trovare similitudini fra le tre grandi rivoluzioni del XX Secolo (Comunismo, Fascismo e Nazionalsocialismo), queste sono più evidenti fra il Comunismo e il Nazionalsocialismo che fra quest'ultimo e il Fascismo.

MANNA ROBERTO

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13 - Mario Onesti a Roberto Manna (4 Giugno 2008)

   Tanti articoli sui giornali, e non solo, quando altri manco ti prendevano in considerazione!. Spazio illimitato sul "mio" Blog, come per nessun altro. E questo è il ringraziamento!. Ultimamente, infatti, sei stato piuttosto infelice nei miei confronti. Hai incominciato definendomi "fazioso", poi "scorretto", poi ancora "poco credibile", "bisognerebbe che comprendessi i termini (...), basta leggere sul vocabolario" e mi fermo qui. Certo che conosco il "vocabolario", non fosse altro che professione!, e certo, anche, che conosco le regole della "informazione", e non è solo questione di Tessera!, visto che, in un modo o in un altro, ho scritto, in circa un trentennio, migliaia e migliaia di articoli. Offendere, per il gusto di offendere, non fa certamente onore.

   Ma, non è che devo diventare "fascista" per andare bene?. Io ho una mia formazione, che mi deriva dagli studi, innanzitutto, e non parlo con slogan vuoti e privi di significato reale. Né posso trasformare un Blog, molto, molto visitato, inserendo ciò, che in primis non condivido per niente e che, in fondo, è possibile ricavare facilmente da Internet.

   Che passi la tua ri-proposizione estenuante sulla storia del fascismo e dei suoi leader, ma che addirittura vuoi far passare Commenti lunghissimi, che, ad onor del vero, stanno comunque uscendo, in vario modo, tutti e per intero, è veramente una pretesa assurda. Ed io, paziente, perché sono una persona civile, a starti dietro...ma a tutto c'è un limite!.

   Ricorda che questo Sito-Blog è gestito da Mario Onesti e non da "La Destra". E, se proprio ci tieni, metti le tue "riflessioni" sul tuo Blog, visto che ne hai uno!. Io rispetto le tue scelte, non sembra, però, che tu faccia altrettanto con me!.

   Certo che uso il "mio" strumento on-line (ma anche diversi giornali)  per informare e contribuire a far crescere, sperando che in parte ci riesca, culturalmente, con grande passione civile, politica e storica, chi mi onora, non offendendomi, di leggere quello che scrivo.

   Scrivevo tempo addietro sul sito del Comitato Palatucci di Campagna che "senza memoria storica, non si costruisce nessun futuro, semmai si corre il rischio, oggettivo, di rivivere, sia pure in modo diverso, le stesse tragiche cose già vissute nel recente passato", che "è giusto ed umano perdonare, ma giammai dimenticare, perchè ciò sarebbe cosa folle", che "la storia, quella su cui poggia solidamente la nostra democrazia repubblicana, che nessun revisionismo contingente o di maniera potrà più cancellare, è ormai un intoccabile patrimonio collettivo". Pertanto, la Storia si è già espressa, non si aspetta di certo che venga riscritta in modo distorto dai nostalgici di ieri e di oggi.

   Ho quasi l'impressione, che tu mi stia addirittura marcando ad uomo, per dirla in gergo calcistico. Non posso postare niente sul Blog, perché, se tocco la tua suscettibilità, giù a menare "bordate" continue con veri e propri proclami. Ma questo è il tuo concetto di democrazia e di libertà di pensiero?. 

   Questo Blog l'ho creato per inserire in primis gli articoli, che pubblico su diversi organi di informazione, oltre che per inserirci quello che penso che sia più giusto, più attuale, condivisibile o meno che sia. Ovviamente partendo dalla mia formazione culturale e politica. Il fatto, poi, che sia visitato tantissimo, è la dimostrazione che la mia è un'operazione culturale ben riuscita. Per fare ciò, e mi costa molti sacrifici, non devo chiedere il permesso a nessuno. Né posso perdere tempo più del dovuto e del consentito per pensare a come rispondere a chi non la pensa come me.

   Non ne ho la pretesa. Caro Roberto, vorresti, forse, con i tuoi sermoni di etica politica, avere la pretesa di portare uno come me, che qualcosina nella vita l'ha studiata, insegnata e letta, sulle tue posizioni politiche, di cui non condivido niente di niente. Semmai ne sono, per formazione culturale, agli antipodi?.

       So bene, che tu hai interesse a far conoscere, "utilizzando" magari il Blog di un uomo di sinistra, tutto quanto è possibile sulla tua parte politica, "La Destra", perché non parli d'altro. Ho capito che sei di "destra" fino alle viscere. Dialogo con te con piacere, soprattutto perché, al di là delle nostre posizioni, che sono, ripeto, distanti anni luce, ho capito da subito che sei animato da una forte passione politica, e non è poco in un mondo dove qualunquismo e trasformismo la fanno da padroni. Anzi, ti devo pure ringraziare, in quanto indirettamente mi stai facendo conoscere, più di quanto già conosco, per la verità, larga parte della storia politica della tua area di appartenenza. Sappi, però, che non è una tua "furbizia", ma è stata fin dall'inizio una mia precisa scelta quella di darti tanta, tanta visibilità. Non amo "censurare", amo dare spazio a chi mi onora delle sue visite.  

   E c'è un limite in quello che scrivi, consentimelo: non ti va bene niente degli altri né a sinistra della tua destra, né altrove. Vedi solo nero e solamente nero. Non una parola di critica e/o di autocritica sul passato e tanto meno sul presente. Vale a livello nazionale, come anche a livello locale (penso, per esempio, tanto per parlare della recente campagna amministrativa, alle lampadine enel a basso consumo distribuite durante i comizi della tua coalizione o ai manifesti-facsimile di fantomatici viaggi religiosi...). Di tutto quello che fanno gli altri, forti del loro ampio consenso popolare, sempre e solamente critiche strumentali. Era così prima delle elezioni, continua ad essere così dopo. Basti pensare all'ultimo volantino-manifesto ("!Incominciamo bene!!. Chi ben incomincia è a metà dell'Opera!!...). Sei bravo solo a demolire, cosa, che, che come ben dovresti saper, è molto facile da fare!.

   Mai una parola di condanna del fascismo, delle vergognose leggi razziali, dell'entrata in guerra. Solo una difesa asfissiante delle tue  ragioni di parte, solo una lettura tutta tua, che non trova riscontro oggettivo da nessuna parte, né storico-economico, né filosofico-politico, se non su testi e tra intellettuali a te molto cari e vicini. E la Repubblica, le riconquistate libertà e la democrazia, la Carta Costituzionale da dove provengono?.

   Parli dei comunisti e della sinistra come se parlassi della "merda", evidentemente non sai che essi, come gli altri e più degli altri hanno contribuito a dare all'Italia, risollevandola dall'infamia in cui l'aveva gettata il fascismo, libertà e democrazia, rispetto della persona umana, repubblica e costituzione. E non dimenticare che la "sinistra", che difende, unitamente a tutte le altre forze progressiste, gli interessi dei lavoratori e della parte più debole della società (a differenza della destra che per sua natura e filosofia di gestione del potere è per il neoliberismo sfrenato e senza regole ed ha sempre tutelato gli interessi dei poteri forti!), governa la cosa pubblica in tante realtà grandi e piccole, è presente nelle province e nelle regioni, nel parlamento europeo. C'è stata la dura lezione di queste politiche 2008, è vero!. Ma le sue ragioni non sono per questo scomparse. Vive ed è presente nel paese reale e presto ritornerà più forte di prima. E, poi, non mi sembra che "La Destra" sia dentro le istituzioni nazionali. Perciò, prima di dare lezioni agli altri, si legga bene in casa propria!. Meno supponenza, ci vorrebbe!.

   Ancora una considerazione di carattere politico. La storia è un continuum, la lancetta del tempo non si ferma mai. La sua catena non si spezza mai.  Non vi sono, cioè, fratture, ma solo profonde revisioni, a volte, per adeguarsi ai tempi che cambiano. Così è stato per il Pci-Pds-Ds, che, assieme al polo del cattolicesimo democratico, ha dato vita al PD di Veltroni e così è stato per l'ex Msi-An-Pdl. Cose tanto importanti, che coinvolgono uomini e donne, tensioni ideali e tormenti interiori, non si possono liquidare con semplici battute da bar. Venendo alla Destra, la vera continuità del MSI e dell'Almirante della storia repubblicana è, penso, in AN (lavatasi nelle fresche acque di Fiuggi), ed in particolare in Gianfranco Fini, il delfino del fine politico di Salsomaggiore, ed oggi nel PDL. Tanto che suoi uomini sono ministri della repubblica italiana nata dalle ceneri del fascismo e della lotta al nazifascismo ed addirittura il suo uomo più prestigioso ed artefice del cambiamento del suo partito è oggi presidente della camera dei deputati. Sarà la storia a dirci se è stato mero opportunismo e/o revisionismo di facciata o scelta convinta nella direzione della democrazia dell'alternanza tra schieramenti politici avversi. Il resto è storia che non cammina...che guarda indietro.  

   In conclusione, ripeto, ognuno resti con le sue idee, ma si lasci in pace chi la pensa diversamente. Ogni giorno non si può accendere il computer e preoccuparsi di eventuali "commenti forti. Detto diversamente, si ponga fine a questo "duello" virtuale, perché, almeno così sarà per chi sta scrivendo, il tempo lo si vorrebbe usare per scrivere altro, per interloquire civilmente con tutti su tutti gli argomenti toccati (cultura, storia, informazione e cronaca, politica, fatti amministrativi e tant'altro). Tanto dovevo necessariamente, Monesti da Campagna

14 - ATALANTA (8 Giugno 2008)

  ADESSO BASTA?. Non è possibile, caro Prof. Onesti, consentire, sul suo Blog, lo stravolgimento della storia e dei fatti ad essa connessi. Anche l'ospitalità, che lei consente, perchè persona perbene ed estremamente democratica, poco per niente consona alle censure, deve avere un limite!.

   Possiamo tollerare una strada al camerata Almirante (qualcuno si azzarda a definirlo statista, "mah"..), ma ora, dopo le assurdità che leggo su questo Blog, da parte di autorevoli esponenti della Destra, la misura è colma. Correttezza e moralità, che da sempre contraddistinguono il mio agire, mi impongono una seria e profonda riflessione che, di seguito, vi sottopongo.

   E veniamo ai fatti per meglio intenderci. Si parla, in modo disinvolto, del codice Rocco, mi chiedo se chi ne parla lo abbia mai letto?; Si parla di "livello giurisdizionale", ma, chi usa tali espressioni, ne comprende, in modo pieno, il reale significato?.

   Non si può assistere, senza proferire parola, ad affermazioni di tale gravità: il codice voluto dal Guardasigilli Arturo Rocco è un codice liberticida; altro discorso è dire che la classe politica italiana non ha saputo o voluto mai sostituirlo e che, solo grazie ai continui interventi della Suprema Corte di Cassazione, esso è stato emendato nel rispetto dei principi costituzionali!. 

   Si parla, poi, di "lavoro parlamentare" della Camera dei Fasci. E' assurdo?. Il Fascismo è stata una dittatura!. Mussolini ha svuotato, rendendole superflue, le Istituzioni dello Stato, per asservirle al suo scellerato volere. Con che coraggio si dicono tali cose?.

   Il fatto, che la Destra sia, oggi, al governo, è l'ennesima riprova che l'Italia è e sarà una Repubblica democratica, ma, per carità di Patria, risparmiateci queste patetiche e meschine rivisitazioni storiche.

   Tanto si doveva, caro prof. Onesti (che, per estrema cortesia verso chi invia Commenti, li pubblica in ogni caso, forse anche per far riflettere ulteriormente sulle pagine più nere della storia d'Italia del XX secolo!), solo per il rispetto di quei milioni di italiani, soldati e civili, mandati a morire da un folle, quale era Mussolini, che aveva bisogno di "qualche migliaio di morti per sedersi al tavolo della pace". 

ADESSO BASTA?. Non è possibile, caro Prof. Onesti, consentire, sul suo Blog, lo stravolgimento della storia e dei fatti ad essa connessi. Anche l'ospitalità, che lei consente, perchè persona perbene ed estremamente democratica, poco per niente consona alle censure, deve avere un limite!.

   Possiamo tollerare una strada al camerata Almirante (qualcuno si azzarda a definirlo statista, "mah"..), ma ora, dopo le assurdità che leggo su questo Blog, da parte di autorevoli esponenti della Destra, la misura è colma. Correttezza e moralità, che da sempre contraddistinguono il mio agire, mi impongono una seria e profonda riflessione che, di seguito, vi sottopongo.

   E veniamo ai fatti per meglio intenderci. Si parla, in modo disinvolto, del codice Rocco, mi chiedo se chi ne parla lo abbia mai letto?; Si parla di "livello giurisdizionale", ma, chi usa tali espressioni, ne comprende, in modo pieno, il reale significato?.

   Non si può assistere, senza proferire parola, ad affermazioni di tale gravità: il codice voluto dal Guardasigilli Arturo Rocco è un codice liberticida; altro discorso è dire che la classe politica italiana non ha saputo o voluto mai sostituirlo e che, solo grazie ai continui interventi della Suprema Corte di Cassazione, esso è stato emendato nel rispetto dei principi costituzionali!. 

   Si parla, poi, di "lavoro parlamentare" della Camera dei Fasci. E' assurdo?. Il Fascismo è stata una dittatura!. Mussolini ha svuotato, rendendole superflue, le Istituzioni dello Stato, per asservirle al suo scellerato volere. Con che coraggio si dicono tali cose?.

   Il fatto, che la Destra sia, oggi, al governo, è l'ennesima riprova che l'Italia è e sarà una Repubblica democratica, ma, per carità di Patria, risparmiateci queste patetiche e meschine rivisitazioni storiche.

   Tanto si doveva, caro prof. Onesti (che, per estrema cortesia verso chi invia Commenti, li pubblica in ogni caso, forse anche per far riflettere ulteriormente sulle pagine più nere della storia d'Italia del XX secolo!), solo per il rispetto di quei milioni di italiani, soldati e civili, mandati a morire da un folle, quale era Mussolini, che aveva bisogno di "qualche migliaio di morti per sedersi al tavolo della pace".

                                  Servizio a cura di Mario Onesti




commenti

Gen.mo Signor ATALANTA,
grazie, innanzitutto, della riflessione fatta, che condivido totalmente. Volevo solo dirle, che, purtroppo, non posso prevedere i Commenti che mandano sul mio Blog, riferiti a certi altri Commenti. Sto cercando di gestire al meglio, considerati i tempi che corrono, questa non facile situazione, augurandomi che finisca quanto prima. Mi sta dando quasi fastidio!. A lei, invece, chiederei una sola cosa, di rendere, cioè, riconoscibile la sua vera identità. Ossequi infiniti, Mario Onesti
postato da Monesti da Campagna il 10/06/2008 01:17
ADESSO BASTA?. Non è possibile, caro Prof. Onesti, consentire, sul suo Blog, lo stravolgimento della storia e dei fatti ad essa connessi. Anche l'ospitalità, che lei consente, perchè persona perbene ed estremamente democratica, per niente consona alle censure, deve avere un limite!...

RINVIO al Servizio "COMMENTI MOLTO LUNGHI TRASFORMATI IN ARTICOLO" - Postato il 31 Maggio 2008 (ore 23.30)
postato da ATALANTA il 08/06/2008 15:20
Non era ancora finita la guerra 1939-1945, che l'antifascismo coniò il termine "nazifascismo"...

RINVIO al Servizio "COMMENTI MOLTO LUNGHI TRASFORMATI IN ARTICOLO" - Postato il 31 Maggio 2008 (ore 23.30)
postato da Per un pò di chiarezza...NAZIFASCISMO? o NAZIONALSOCIALISMO E FASCISMO? il 04/06/2008 18:03
Il 22 Maggio di vent'anni fa si spegneva Giorgio Almirante. Sicuramente un gigante della politica italiana...

RINVIO al Servizio "COMMENTI MOLTO LUNGHI TRASFORMATI IN ARTICOLO" - Postato il 31 Maggio 2008 (ore 23.30)
postato da MANNA ROBERTO il 04/06/2008 17:56

postato da: marzullo alle ore 08:12 | link | commenti
categorie: la destra-fiamma tricolore
sabato, 31 maggio 2008

RACCOLTA FIRME CONTRO ACCISA BENZINA E SIGNORAGGIO BANCARIO

manifesto-taglio-accise

       Un paese è in ginocchio, un popolo all’affanno economico, spinto sull’oblio dei continui rincari dei beni di consumo e di prima necessità, dal continuo aumento dei prezzi dei servizi essenziali una volta pubblici , dall’impossibilità di accedere ad un mutuo per l’ acquisto della prima casa ed infine dal caro benzina .La situazione geopolitica internazionale impone un rialzo del prezzo del greggio venduto al barile, dovuto alla continua richiesta della materia prima da parte delle nuove potenze economiche orientali e dal potere di contrattazione di paesi membri dell’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio ) che ad oggi impongono il prezzo della benzina sui mercati internazionali. Oltre a questa assurda situazione che vede il nostro paese come vittima del ricatto energetico internazionale, assistiamo al ricatto dei nostri governanti nazionali che in questi ultimi 50 anni non hanno saputo altro che aumentare le accise sui carburanti .
Ad oggi infatti il 60 % del costo del carburante viene intascato dallo Stato per tasse assurde .
Le accise infatti sono state utilizzate per reperire fondi o entrate pubbliche straordinarie .Purtroppo, una volta decise non sono mai state rimosse dopo aver raggiunto lo scopo.

1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
14 lire per la crisi di Suez del 1956;
10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
10 lire per l' alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il terremoto dell' Irpinia del 1980; (anche se dopo tutti questi anni sono ancora molte le famiglie dell’ Irpinia senza una casa)
205 lire per la missione in Libano del 1983;
22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
39 lire (0,020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
Totale 485,9 lire/l (0,25 €/l)

Al termine dei conti possiamo contare una tassazione che costituisce più del 60% del prezzo finale di un litro di benzina , infatti abbiamo :

1. accisa (sopra indicate)
2. Iva sul prezzo
3. Iva sull’accisa (una tassa sulla tassa!)
Nota: in Italia non è possibile tassare una tassa perché le tasse per essere ritenute valide devono produrre benefici diretti al consumatore che paga quel tributo
4. tassazione dei profitti delle compagnie

Se andiamo a confrontare i dati Italiani con quelli europei comprendiamo quanto i consumatori nel  nostro paese  siano svantaggiati , infatti le accise italiane sono del 57,1% superiori al minimo UE.Le imposte sui carburanti costano agli italiani, in proporzione al reddito, più che agli altri cittadini europei: Le imposte su un pieno di benzina al mese su un'auto di media cilindrata equivalgono al 2,65% del nostro Pil pro capite, contro il 2,25% dei francesi, 2,33% dei tedeschi, 1,79% degli svedesi.
Per dare un idea più concreta di quello che accade alle tasche degli italiani ogni volta che fanno benzina consideriamo i costi per un’automobile di piccola cilindrata a benzina : Pieno medio  44€  di cui 27€ sono imposte .Considerando invece gli introiti globali della vendita dei carburanti si arriva a cifre da capogiro : 56,2 miliardi di euro nel 2007, di cui 43,6 sulla rete distributiva stradale e autostradale. Sono suddivisi in 21,2 miliardi di euro per la benzina (pari al 37,8% del totale) e 34,9 miliardi di euro per il gasolio (pari al 62,2%).Di quei 56,2 miliardi di euro, solo 19,3 miliardi sono il vero carburante che finisce nei motori, cioè il 34,3% della spesa.Invece, circa 5,2 miliardi di euro costituiscono il costo del servizio di logistica e capillare distribuzione all'utente finale o la remunerazione della fase di commercializzazione: una componente che vale il 9,3% della spesa.
Però la batosta vera sono i circa 31,7 miliardi di euro di imposte pagate all'erario (accise e imposta sul valore aggiunto) Insomma, su 100 euro di pieno 56,4 euro vanno allo Stato.

Questa situazione è ormai diventata insostenibile , visto anche il continuo rincaro della materia prima , per cui il nostro paese dovrà decidere a cambiare rotta . Di fatto una tassazione così estrema dei carburanti non fa altro che rallentare lo sviluppo economico del nostro paese facendo aumentare vertiginosamente l’inflazione e il costo della vita delle famiglie italiane i cui redditi sono congelati ormai dal tempo dell’entrata in vigore  dell’Euro .
Lanciamo dunque la nostra proposta che diventerà una battaglia nazionale operata per il bene del popolo italiano, scenderemo nelle piazze e raccoglieremo le firme famiglia per famiglia  per sottoscrivere una proposta di legge per il taglio delle tasse sui carburanti .
La nostra proposta è chiara quanto attuabile :

Eliminazione immediata delle accise ormai decadute e della tassazione ad esse associate , facendo così si diminuirebbe drasticamente il prezzo dei carburanti di circa 40 centesimi al litro . Questo non significa eliminare le tasse sulla benzina che in ogni caso rimarrebbero (Iva sul prezzo e tassazione profitti compagnie) ma eliminare una speculazione in atto da parte dello Stato nei confronti delle tasche dei cittadini.

Dove verranno recuperati questi soldi da parte dello Stato?
I mancati incassi delle accise sul carburante dovranno essere presi da coloro che realmente stanno arricchendosi alle spalle dei cittadini ovvero il sistema bancario .Il sistema politico ad oggi vigente che potremmo definire composto da veri e propri “Camerieri delle banche “ ha fatto si che le banche centrali dopo essere state svendute a banche e finanziarie private potessero stampare moneta corrente e prestare tale moneta agli Stati nazionali al valore nominale . Per cui la Bce (Banca centrale europea in mano a privati) stampa una banconota da 100 euro la paga 30 centesimi la “presta” allo Stato italiano che dovrà restituirla alla banca centrale con gli interessi , questo stato di cose (signoraggio) fa si che i debiti pubblici degli Stati aumentino sempre più a tutto vantaggio dei poteri bancari che stanno dietro alle Banche Centrali.
Inoltre le banche centrali non pagano le tasse sugli introiti di tale prestito.
Per fare in modo che torni la giustizia sociale nel nostro paese , il governo dovrà impegnarsi a prendere le risorse economiche là dove sono concentrate le vere ricchezze finanziarie ovvero dalle mani degli aguzzini del nostro popolo che si ad oggi si chiamano banche.Per questo formuleremo una proposta di legge corredata da migliaia di firme per chiedere che vengano finalmente tolte tutte le accise sulla benzina e che i mancati introiti di tali tasse possano essere recuperati attraverso una forte tassazione straordinaria delle banche e delle finanziarie imponendo una tassa patrimoniale che non ricada sul costo dei conti correnti degli italiani ma sui guadagni e sui patrimoni bancari.


postato da: marzullo alle ore 10:01 | link | commenti
categorie: la destra-fiamma tricolore
giovedì, 29 maggio 2008

La Destra in movimento

La Destra in movimento

Dopo l’appuntamento elettorale il Partito riprende l’attività sul territorio per consolidare la sua presenza ed aggregare tutti coloro che hanno visto con simpatia la nascita de "La Destra".
Nel quadro delle attività finalizzate alla organizzazione del Partito sul territorio sono previste una serie di incontri per questo fine settimana.
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A Pagani, nella serata di venerdì 30 maggio,  Nello Forino e Nicola Polito terranno una riunione per costituire il Comitato de La Destra di Pagani.
Chiunque è interessato o intende avere ulteriori informazioni può mettersi in contatto con la Presidenza Provinciale o con i diretti interessati.
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A Vallo della Lucania, venerdì 30 maggio, alle 18.00 il Coordinatore di zona Bartolomeo Palladino riunirà amici e simpatizzanti presso la sede del Partito di Vallo della Lucania. Alla riunione parteciperà il Portavoce Provinciale Sergio Valese.
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Ad Eboli, Bivio Santa Cecilia, venerdì 30 maggio alle 21.00 Cosimo D’Onofrio organizza una riunione che vedrà la  partecipazione dei riferimenti del Partito di Eboli,  Agropoli, Campagna, Contursi, Capaccio.  Alla riunione parteciperanno il Portavoce Provinciale Sergio Valese e Roberto Manna Portavoce Provinciale di Gioventù Italiana.
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Ulteriori incontri sono previsti per l’entrante settimana.
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Il Coordinamento Provinciale di Salerno

postato da: marzullo alle ore 10:21 | link | commenti (3)
categorie: la destra-fiamma tricolore
mercoledì, 28 maggio 2008

NUOVO MANIFESTO E DISCUSSIONE PER CAMPAGNA

logo-blu-la-destra-formato-bmp_thumbnail 

INCOMINCIAMO BENE!! CHI BEN INCOMINCIA É A METÁ DELL’OPERA!! (DISTRUTTIVA…)

IL Partito la Destra - Fiamma Tricolore, FIERO ED ORGOGLIOSO del risultato ottenuto in campagna elettorale, per un tecnicismo della procedura elettiva, si ritrova oggi a dover sostenere ancora una volta le battaglie per la Città al di fuori del contesto del consiglio comunale. Siamo coscienti che di qui a breve entreremo con consigliere  Taddeo G., nell’assise cittadina per dare un forte contributo sui temi a noi cari. Il nostro compito è stato sempre quello di fare una opposizione su fatti concreti nell’interesse della città.  Nei 5 anni della precedente amministrazione, siamo stati l’unico partito che ha sempre incalzato l’amministrazione su tematiche specifiche, basti ricordare i nostri manifesti sono  stati gli unici di critica e di proposte per la città, in un clima marcatamente desolante per la politica sia dei partiti di centro sinistra che di centro destra (PD, RC,IDV,VERDI, FI,AN,AS,NPSI,LE LISTE CIVICHE ecc. dove siete finiti?). Noi rivendichiamo la forza delle nostre idee e della nostra azione politica sul territorio, siamo costantemente presenti, non ci ricordiamo della politica e della città solo durante le campagne elettorali.

Veniamo al dunque!!! Luongo BIS è iniziato , ma la musica no è la stessa!!

-          Tra il 26 ed il 27 di Maggio, non si sa chi e come ha proceduto all’ulteriore taglio di una quercia secolare all’ingresso della scuola di Vallegrini. UN ALTRO SFREGIO all’ambiente ed al territorio, non bastava uno spartitraffico ed un parcheggio inutile, con una gettata di cemento che nulla ha a che vedere con il contesto dove essa è stata fatta, non bastavano le querce illegittimamente tagliate e fatte passare per malate, si continua a deturpare il territorio. SIAMO ONESTI NEL PENSARE CHE IL SINDACO NON SAPPIA NULLA. Se cosi è denunci chi è stato l’autore di ciò (la ditta??? Non sappiamo..) o sporga denuncia contro ignoti, ma caro sindaco non faccia lo struzzo,  APRA GLI OCCHI, il territorio va vigilato da lei in primis.

-          Secondo caso: Si iniziano i lavori di ripristino architettonico del muretto (cordolo) che collega l’incrocio di via madonna delle Grazie -Corso Umberto con via dei Normanni, ed allora come si usa fare nelle migliori opere ingegneristiche, si inizia la costruzione dal tetto!!! MA VI SEMBRA NORMALE TUTTO CIO’!!!. Infatti l’amministrazione, la ditta ed i Tecnici, invece di iniziare un graduale recupero del muretto storico partendo dal basso lato marciapiede sant’Antonio, con un controllo delle pietre e del lato più esposto a crolli ed ad un suo recupero tecnico-artistico, sta procedendo con una ditta che non rispetta i normali parametri di sicurezza dei lavoratori (626/94), invitiamo i cittadini a guardare gli operai senza i DPI (dispositivi di protezione individuale), le transenne non a norma, le recinzioni senza il rispetto della segnaletica ecc. SINDACO MA LEI APRE GLI OCCHI,  o ci deve scappare il morto?

Chiediamo al Sindaco di verificare la sicurezza del cantiere e tecnicamente ed urbanisticamente di procedere ad una valutazione sulla natura dell’intervento di appesantimento del muretto a seguito della posa in opera del cordolo di cemento.

ASPETTIAMO SUE RISPOSTE CONCRETE,   NON LETTERE E PAROLE  – GRAZIE!


postato da: marzullo alle ore 18:18 | link | commenti
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domenica, 17 febbraio 2008

LA DESTRA ITALIANA TORNA AD ESSERE UNITA

 

Ora tocca a voi. Oggi La Destra e la Fiamma Tricolore hanno presentato il cartello elettorale in vista del voto: malgrado tutti i tentativi di cancellarci, LA DESTRA C’E’.
A queste elezioni il nostro simbolo sarà insieme a quello della Fiamma, perché anche lì ci sono uomini e donne che hanno saputo dire “no” a un seggio sicuro, scegliendo la difesa dell’identità e dei valori.
Noi abbiamo pronunciato un “no” chiaro e forte a chi ci ha detto che dovevamo sciogliere il nostro partito. La dignità e la coerenza non sono in vendita: i nostri seggi ce li vogliamo sudare, con il nostro simbolo e con i nostri soldi. E ora sarà finalmente chiaro a tutti che da Berlusconi non abbiamo avuto mezzo euro, né glielo abbiamo chiesto.
Ora tocca voi. Serve una mobilitazione eccezionale e sono convinto che, una volta di più, sarete straordinari. Voi siete il popolo della destra e, col vostro cuore e con la vostra passione, ci aiuterete a superare tutti gli ostacoli e tutti gli sbarramenti che la casta ritiene possano fermarci. Ma noi siamo partiti. E non ci ferma più nessuno.

COSA NE PENSATE? IO LA TROVO UNA GRANDE COSA!!!! VIVA LA DESTRA UNITA!!!!  DIVISI NON HA SENSO. UNITI SI VINCE.!!!!!

 


postato da: marzullo alle ore 09:53 | link | commenti (5)
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domenica, 20 gennaio 2008

 

P.U.C. - PIANO URBANISTICAMENTE COMPRENSIBILE!!!!

 

Recentemente il Sindaco con un avviso apparso nelle strade cittadine ha informato la popolazione dell’avvenuta redazione della BOZZA del NUOVO PUC.

Il fatto più curioso è stato che le copie di questi elaborati già circolavano tra i tecnici amici vicini all’amministrazione dal giugno del 2007: tutti sapevano ma nessuno ha  parlato!

Il bello, cari cittadini, è che l’amato Sindaco, prima affigge i manifesti e poi rende pubblica la bozza con una letterina consegnata ai consiglieri con un CD, senza far discutere la bozza preventivamente nella commissione competente e senza nessun rispetto politico né per la minoranza né per la sua maggioranza (che ovviamente tace!!). Infatti costoro non sanno nemmeno di cosa si parla, costoro alzano solo la mano, cosi adempiendo al loro ruolo di rappresentanti dei cittadini.

Ma veniamo al PUC, una delle regole fondamentali del PUC, è la partecipazione dei cittadini alla sua fase di elaborazione attraverso le conferenze di pianificazione, dove enti, organizzazioni sociali, culturali, economiche-professionali, sindacali e ambientaliste, adducono osservazioni e suggerimenti per evitare successivamente di dover allungare l’ iter di costituzione.

Cari cittadini….qualcuno di Voi ha partecipato a conferenze di PIANIFICAZIONE???

Nella bozza presentata è stata esibita una Cartografia unica ed approssimativa e una relazione tecnica  su cosa si intende fare di questo territorio…

Ebbene la relazione è corretta dal punto di vista storiografico, ma quando deve definire le cose essenziali del PUC quali il dimensionamento, la localizzazione degli standard urbanistici e delle ZTO (zone territoriali omogenee)ecc. presenta  una serie di punti interrogativi e di punti sospensivi…., cioè NULLA.

Per quanto concerne i fabbisogni che impone un piano per le cosiddette zone A-B ecc., si definiscono dei numeri e dei parametri virtuali, che non assumono nessun valore perché senza la stima delle ZTO non è possibile nessuna pianificazione. La parte centrale di un PUC, ossia le Norme tecniche di attuazione (NtdA), impongono da parte di chi le elabora e le propone, di presentare  relazioni alle singole ZTO o sub zone, cartografie tematiche, allegati tecnici ecc…, in quanto senza di esse le norme stabilite non hanno alcun significato. Mancando tali presupposti,  nel prendere in esame una zona priva di urbanizzazione, serve un piano dettagliato affinché si possa garantire un coordinamento efficiente delle relazioni intercorrenti in quella zona, sia in maniera diretta che indiretta: di tutto ciò NULLA.

Nelle norme tecniche di Attuazione che dovrebbero contenere le tipologie, le destinazioni prevalenti, le attività consentite e vietate, con rispettivi parametri, sono presenti solo puntini sospensivi…cioè NULLA.

Cari cittadini, questa proposta non ancora adottata in Giunta ne in Consiglio Comunale, abbisogna per il completamento dell’ ITER di 360 giorni (minimo), considerando che la nostra città è chiamata ad eleggere la nuova amministrazione ad aprile-maggio, possiamo solo concludere che tutto ciò sia solo propaganda elettorale.

É un piano che cosi come è NON SARA MAI APPROVATO.

 

NON PRESTATEVI A QUESTO GIOCO MANDATELI GENTILMENTE A QUEL PAESE, non meritano nulla avevano 5 anni e si sono ridotti agli ultimi 5 mesi : VERGOGNA!!!

 

Come partito de LA DESTRA non presenteremo nessuna osservazione ad un piano fasullo ed inutile, che è solo servito a spendere soldi per i tecnici che lo hanno elaborato e serve solo per commerciare voti e favori agli amici.

 

MANDIAMOLI A CASA! É ORA…

 

Campagna li 16/01/2008                                          La DESTRA Campagnese – Movimento Giovanile “ GIOVENTU’ ITALIANA”


postato da: marzullo alle ore 16:07 | link | commenti (7)
categorie: la destra-fiamma tricolore